lunedì 18 dicembre 2006

Gli Inceneritori e il mistero chiamato CIP6

Questo post ha il compito di spiegare il meccanismo del finanziamento agli inceneritori relativo alla finanziaria 2007, e mostrare la mappa, per Regione e per Città, degli inceneritori esistenti e quelli in fase di "approvazione".
Correva l'anno 1992, quando il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) emise una delibera (la numero 6), con la quale stabili' una maggiorazione del 6% del prezzo dell'elettricità pagato dai consumatori finali. Il ricavato avrebbe dovuto essere utilizzato per promuovere le energie rinnovabili, acquistandole dai produttori ad un prezzo superiore a quello di mercato. L'obiettivo era spingere le aziende energetiche a riorientare la loro produzione verso le energie rinnovabili, in primis, solare ed eolico. Nella formulazione della norma, accanto all'espressione "energie rinnovabili" fu aggiunta l'estensione "o assimilate".
Sull reale significato dell'aggettivo "assimilate" e sui criteri per l'identificazione delle energie "assimilate alle rinnovabili", non è mai stata fatta chiarezza, con la conseguenza che una valanga di miliardi di euro è stata utilizzata per produzioni energetiche tutt'altro che "rinnovabili". In materia, intervenne poi la direttiva comunitaria del 2001/77 ed il relativo decreto attuativo (D.Lgs. n°387/2003) che estese alla produzione energetica dai rifiuti anche altri benefici che la Direttiva europea indicava invece solo per le fonti rinnovabili. I quasi 40 miliardi di fondi del CIP6 stanziati in questi anni sono cosi' serviti per il 76% a finanziare una marea di "assimilate", e solo in minima parte a promuovere le vere "energie rinnovabili" (solare, eolico, geotermico, idroelettrico), con pubblici denari che finiscono nelle casse delle solite grandi aziende, per produzioni energetiche tutto fuorché "rinnovabili", VEDI MORATTI, GARRONE ETC. IL testo della finanziaria risulta notevolmente diverso da quello auspicato. Vi si legge che i contributi CIP6 andranno solo ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma si precisa anche (e qui sta l'inghippo) che l'esclusione non opera con riferimento agli impianti "già autorizzati" prima dell'entrata in vigore della Legge Finanziaria (il primo gennaio 2007). Il testo concordato avrebbe dovuto essere diverso, con un "già realizzati" al posto dell'attuale "già autorizzati". Una piccola differenza che fa un'enorme differenza, perché, come spiega la stessa senatrice De Petris, ci sono centinaia di impianti "autorizzati" ma "non realizzati" che continueranno a beneficiare di contributi che dovrebbero invece essere concessi in futuro esclusivamente alle vere fonti energetiche rinnovabili.
LA MAPPA DEGLI INCENERITORI PER REGIONE E PER CITTA', DELL’ITALIA CHE SI OPPONE AGLI INCENERITORI.
Quello che segue non è un ”freddo elenco” di località e di nomi di Comitati e di Associazioni MA E’ L’INSIEME DELLE “VOCI”, delle attività e delle mobilitazioni CHE STANNO DANDO VITA AD UN VASTO TESSUTO DI SOLIDARIETA’ E DI CONCRETA CAPACITA’ DI PROPOSTA ALTERNATIVA. Ci scusiamo in anticipo per la eventuale incompletezza della descrizione tecnica degli impianti contestati e della involontaria “omissione”del nome e dei recapiti di alcuni gruppi locali ma l’indicare almeno un indirizzo per ogni situazione può favorire l’acquisizione di ulteriori e più complete informazioni sul ”caso” che interessa al lettore.

LASCIATE UN COMMENTO CON LE VOSTRE OPINIONI, INFORMAZIONI MANCANTI E I DATI DEI GRUPPI "NO INCENERITORI".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

GRAZIE DEL LAVORO SVOLTO.

CON I CONTATTI DELLA MIA CITTA' (FERRARA), AVRO' INFORMAZIONI CONTINUE.

ANTONIO BIANCOLI

Brian Nose ha detto...

Spaventoso.

Ma un comitato in sardegna non esiste?

Federica Zaninotto ha detto...

io abito vicino a Fiumicino, di conseguenza non troppo lontano da Malagrotta. Ci sono delle iniziative in corso per fermare la costruzione dell'inceneritore? Cosa posso fare io per salvaguardare l'ambiente in cui vivo?
Grazie per l' attenzione