mercoledì 27 dicembre 2006

Il “Prezzo” di un bambino

Sul Corriere della Sera di un paio di settimane fa apparse una notizia, riportata interamente dal sito mammeonline, da cui cogliamo spunto. Dal momento della approvazione della legge 40 (vieta la procreazione assistita in Italia), i “viaggi della speranza”, delle coppie italiane infertili in paesi esteri, dove sia consentito la procreazione di un bambino “in provetta”, si sono quadruplicati, passando da 1.066 a 4.173. La nazione che ospita il più alto numero di Italiani e la Spagna, 1365, perché “assiste” in strutture organizzate, presta servizi come interpreti a disposizione dei pazienti, medici italiani o bilingue. Seguono nella classifica il Belgio con 775, la Svizzera con 700, quelle austriache e ceche con 500. Questi dati non fanno altro che avvalorare l’ipotesi del danno subito dai cittadini Italiani per colpa di una classe dirigente e politica logorata dall’illegalità e quindi padrona solo di scegliere, non il bene per tutti i cittadini, ma come creare un turismo procreativo che discrimina le coppie abbienti da quelle meno abbienti, rimanendo serva della lobby cattolica più fondamentalista, notoriamente “presente” in maniera importante nel nostro parlamento, che limita gravemente la fecondazione assistita, vietando la selezione degli embrioni e la fecondazione eterologa. Questo dimostra che la Chiesa Cattolica vive fuori dal mondo. Come si fa a proibire l’uso di certe tecnologie, quando si è circondati da paesi che le permettono? A parte il fatto che queste tecnologie possono risolvere casi drammatici e rendere felici coppie disperate. Ma analizziamo i COSTI: Per ogni intervento i prezzi variano dai 3500 ai 3700 euro. Se la coppia richiede la diagnosi preimpianto (per ricerca di eventuali malattie genetiche), il costo totale lievita di altri 1500-2000 euro. Da aggiungere le spese di viaggio e soggiorno in albergo per chi accompagna. Calcolando che la percentuale di riuscita varia dal 30% al 50%, sono alte probabilità che il ciclo di fecondazione debba essere ripetuto più volte prima di ottenere il tanto agognato “evento”. Viene da sé pensare che solo le coppie infertili molto benestanti potranno prima o poi ottenere quanto desiderato, le altre si arrangino. Viviamo in un eterno “medioevocontrollato”, come ai tempi della lotta per il divorzio. Ancormeglio ai tempi “infami” dell’aborto, nel nostro paese vietato, solo per i comuni mortali, perché per i ricchi esisteva la Sacra Rota o le cliniche Olandesi dove l'aborto era praticato anche allora. Questa legge deve essere cancellata, ancora una volta discrimina i cittadini, ci ha fatto tornare a 40 anni fa. Ci fu la possibilità di abrogare la legge con il referendum. Significa che gli affossatori del referendum hanno ottenuto un solo risultato: quello d'ingrassare innanzitutto le cliniche spagnole, che con belghe e svizzere sono in testa alla classifica, altre coppie vanno in Grecia, Inghilterra, Stati Uniti. Per eliminare il turismo procreativo c'è un solo mezzo: migliorare l'offerta nazionale. In che modo? Buttando nella spazzatura la legge 40 e sostituendola con una che risponda alla domanda. Ma la Chiesa Cattolica ci vuole solo come la Vergine Maria.

4 commenti:

My pipe ha detto...

Argomento veramente difficile da affrontare e argomentare, non tanto perchè non ho idee chiare, ma perchè ci sarebbe da scrivere per anni e soprattutto perchè poi, mi verrebbe spontaneo avvicinare questo argomento ad altri, dove ci sarebbe da scrivere per secoli, sopratutto nella sezione chiesa cattolica.
Sono comunque pienamente d'accordo con il vostro pensiero.
Ma una domanda mi sorge spontanea, come si può permettere che un essere umano, che senza l'ausilio di macchine e della scienza (ripugnata dalla chiesa cattolica fino a qualche anno e che nei secoli passati h
a portato alla scomunica di svariati scenziati e studiosi) sarebbe morto da moltissimo tempo, viva, anzi vegeti, senza una pur minima speranza di miglioramento o guarigione, perchè la stessa scienza non ha ancora i mezzi per dare questa speranza, e si vieti la possibilità di poter donare la vita, usando la stessa scienza, che sotto questo punto di vista è molto all'avanguardia?
Secondo me è un forte controsenso, sopratutto idelogico, che morale.
Ma mi domando ancora, se in un prossimo futuro, la scienza medica trovasse il modo di far sopravvivere il cervello in vitro, indipendentemente dal corpo ( e sicuramente arriverà anche questo traguardo) lo stesso, lo si potrà considerare ancora un essere umano? la si potrà considerare ancora vita? e quali saranno le domande e sopratutto le risposte che ci daremo?
Ho l'impressione che molte persone con malattie a cui la scienza ancora non riesce a porre rimendio, e che vivono solo grazie a macchine che accudiscono il loro corpo, si trovino più o meno nella stessa situazione di cervelli sotto spirito alimentati da tubi e tubicini.
E' veramente condannabile una persona che in possesso delle sue facoltà desideri quello che naturalmente accadrebbe se per un solo istante venissero a mancare tutti i supporti meccanici che lo tengono in vita'
Ho un po' forviato l'argomento sopratutto perchè ho messo a confronto i due esatti opposti, ma l' ho fatto per rafforzare la mia idea.
Da un punto di vista è immorale e condannabile usare la scienza per donare la vita, dall'altro è immorale e condannabile NON usare la scienza pur di non far morire una persona che non riuscirebbe mai a sopravvivere senza l'uso di ritrovati tecnici, anche dove la stessa non è in grado di rimettere in funzione autonoma il corpo umano.
Alla prossima

Anonimo ha detto...

bello l'articolo sui testi delle medie...
complimenti per il sito

giacomo zappa

Anonimo ha detto...

Vorrei rispondere al commento di Emanuele Carri.
anche io mi sono detto ciò che tu hai scritto, precisamente, mi sono chiesto: perchè agli italiani non va mai bene niente?
Ed a questo proposito mi sono documentato e sai cosa rispondo che in qeusto stato non siamo in grado di fare un'opera del genere, perchè abbiamo cantieri aperti da anni seza che nessuno ci lavori perchè mancano i fondi per la conclusine dei lavori, abbiamo una sicurezza sul lavoro che è pari allo 0, e quando si dice che sono state fatte ricerche sull'impatto ambietale la maggior parte delle volte non è stato svolto un bel niente, senza parlare poi della manutenzione degli impianti. In queste condizioni nulla può essere realizzato, in queste condizioni il paese non può avanzare nelle tecnologie, ed ovviamente in queste condizioni il cittadino non si fida. ciao Emanuele mi farebbe piacere avere una tua risposta.

leandro boari

Anonimo ha detto...

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