venerdì 29 dicembre 2006

L' Esercito Americano.......in Rosso!!!

Ci sono alcune storie che ti aspetti di trovare su le prime pagine di ogni quotidiano e nei titoli d’inizio dei vari telegiornali. Questo oramai non accade con tempistica e abitudine giornaliera in Italia, ma ciò che viene riportato, dalle nostre informazioni, è apparsa solo sul “The Wall Street Journal”, il giornale che ha scovato la notizia.
Essere di opinione favorevole o contraria, sul risultato dei lavori dell’amministrazione Bush, è un fatto secondario. TUTTI DOVREBBERO RIMANERE ALLIBITI!!!!
Il corrispondente del
WSJ per la difesa, Jaffe Greg, ha riportato la notizia che gli ufficiali dell’esercito Americano hanno comunicato la fine dei contributi e del budget a loro destinati. Per essere più precisi, come se un azienda senza entrate, avesse dilapidato in cambiali tutto il suo capitale. L’Esercito nonostante il suo budget di 168 miliardi di dollari, ha finito i soldi ed è costretto a “risparmiare” su qualsiasi operazione, sia qui negli USA che nella zona di guerra, tutto per riuscire a tenere il gas e la luce accesa.
Ecco un breve elenco dei preoccupanti fatti messi in mostra dall’esclusiva di Jaffe: Secondo il Maggiore generale Stephen Speakes l’Esercito è stato mandato in guerra in Iraq con 56 miliardi di dollari in meno di equipaggiamento essenziale. Ufficiali dell’esercito hanno detto alla Casa Bianca che l’esercito ha bisogno di 24 miliardi di dollari in più, e non nel 2007, ma per pagare i suoi conti attuali. La mancanza di soldi ha costretto l’Esercito a licenziare custodi, a chiudere le piscine delle basi, e hanno perfino smesso di tagliare l’erba nelle basi dell’esercito. Ma i tagli hanno colpito anche i soldati che stanno combattendo in Iraq e Afghanistan. Ufficiali dell’esercito hanno dovuto tagliare 3 miliardi di dollari per la sostituzione di armi in continuo uso in Iraq. Le unità della guardia Nazionale ora non hanno a disposizione metà del loro fondamentale e pronto equipaggiamento perché è stato mandato in Iraq, e l’Esercito non ha i fondi per rimpiazzarli. Per fermare il deflusso di soldati che stanno abbandonando l’Esercito a causa della durata della guerra e dei ripetuti dispiegamenti in Iraq l’Esercito è stato costretto a spendere 773 milioni di dollari in bonus di mantenimento quest’anno in confronto agli 85 milioni spesi tre anni fa. La qualità dell’Esercito spesso propagandata come una forza tutta volontaria, ha avuto un abbassamento con la decisione obbligata dell’Esercito di accettare molti più volontari che hanno totalizzato uno score più basso della media nei test attitudinali, per intercambiare i commilitoni. Come risultato l’Esercito ha dovuto rilasciare 8500 esoneri morali nel 2006 rispetto ai 2260 di dieci anni fa. (esoneri morali rilasciati per persone con precedenti penali, uso di droghe, ed altre violazioni morali/legali). Mentre l’America aspetta che il presidente Bush sveli il suo lungimirante piano per lasciare l’Iraq,
Il gruppo di studio sull’Iraq (Iraq Study Group) ha indubbiamente saputo tutto ciò che riguarda i problemi finanziari dell’Esercito durante la sua riunione a porte chiuse. Come capita in Italia, per trovare il colpevole o il maggior ente da incolpare, basta non guardare oltre il proprio naso. Il complesso militare-industriale di Ike anche in tempo di pace fruga nelle tasche dei contribuenti con una disinvoltura disarmante. Ma l’attuale guerra ravviva una grossa frenesia. Sistemi militari, spesso senza alcuna connessione con la guerra attuale, vengono approvati per miliardi di dollari, in maniera più veloce del raggiro di una prostituta a Las Vegas. Chissà perché!!!.
Ma la “chicca” sta nel fatto che a pagarne le maggiori conseguenze, oltre ai cittadini, sono i soldati. Infatti non è remunerativo seguire la povera recluta, a loro arriva la più misera parte della spesa militare. Semplicemente perché equipaggiare i soldati di terra con 24000 dollari ciascuno non e’ cosa di poco conto, si capisce, ma non si guadagna. Invece aggravare i contribuenti con
32 milioni di dollari per ciascun pezzo di una flotta di jet F18, investire 320.5 miliardi di dollari per un programma missilistico balistico per sottomarini (prezzo base) è un affare che porta i suoi frutti.
Ci sono altri fatti messi in luce da Jaffe.
Stephen Pizzo scrive che gli Stati Uniti sono ancora una grande forza militare. Ma gli altri due tesori sono stati sperperati. Oggigiorno i funzionari delle compagnie rubano con disinvoltura il malloppo che spetterebbe alla divisione tra gli azionisti. Ignorano i lavoratori Americani in favore di lavoratori esteri a poco prezzo, inoltre dividono i loro profitti caduti dal cielo e i tagli alle tasse con la bestia della corruzione che glieli ha garantiti e garantirà in futuro. Che strano, non avesse specificato che parla degli Stati Uniti, avrei giurato in un’ analisi realistica della situazione Italiana!!!!.

Stephen Pizzo è autore di numerosi libri, compreso "Inside Job: The Looting of America's Savings and Loans", che è stato candidato al premio Pulitzer. Il suo sito web è
News For Real.

3 commenti:

my pipe ha detto...

Questa è veramente una chicca che si commenta da sola. io seguo molto i vecchi detti di una volta che provenienti dalla saggezza popolare quasi mai sbagliano. "I panni sporchi vanno lavati in famiglia"
Ripasserò per cinico,ma i problemi devono essere risolti da chi ce li ha, senza l'ausilio di intermediari esterni, sopratutto se viene usata la forza.
Non sono anti americano,però mi irrita la crescente intromissione che questo popolo sta attuando nel mondo, sopratutto quando sventola la bandiera della libertà e della democrazia.
Ogni popolo ha alle spalle secoli di storia e di esperienze. Se noi abbiamo lo stato attuale di Libertà e democrazia è perchè siamo passati per dittature, guerre civili e le peggio nefandezze che un essere umano possa concepire. Ma nel 99 percento dei casi, tutti questi problemi sono stati risolti dai popoli stessi che le subivano.
Certo, mi si potretbbe obiettare che se non fosse stato per gli americani l'Italia starebbe ancora sotto il fascimo.
E qui vi dico che secondo me vi sbagliate. Tra la situazione Italiana della seconda guerra mondiale e la situazione irachena ad esempio, a mio avviso, ce una differenza abissale.
In Italia c'era già presente un forte sentimento rivoluzionario e di resistenza che il contributo americano ha aiutato, sicuramente se non fossero intervenuti gli USA, i partigiani e il popolo italiano, con tempi più lunghi avrebbero comunque soprafatto la dittatura perchè c'era la volontà di andare oltre e di creare un nuovo stato di diritto. Questo sentimento,invece non era, e non è presente ancora in Iraq. La dittatura di Saddam, spietata e disumana, fungeva da coperchio, a quel calderone di odio etnico che covava sotto le ceneri e gli ultimi eventi ne sono la dimostrazione.
Il popolo iracheno non era ancora maturo per una democrazia di stampo occidentale,non aveva la volontà vera di unirsi, non c'era e non ce la volontà delle varie etnie di coesistere insieme. Gli americani, con la crescente "arroganza"e sopratutto per difendere chissà quali scopi, si sono buttati a pesce su una situazione internazionale di fuoco.
Ricordo che con mia moglie, durante i primi giorni dell'avanzata in Iraq, dicevo sempre:"Il problema non è entrare, il problema sarà uscirne, ho la senzazione che sarà un nuovo tragico Vietnam".E purtroppo non mi sbagliavo.
L America sembra aver sbagliato qualsiasi previsione in merito,in barba a tutti i super esperti di cui si avvale, e questo mi consola almeno un po', non solo in Italia abbiamo manager o presunti tali, che vengono pagati profumatamente per far fallire le aziende.
Mail bello di tutto ciò,nonostante le continue capocciate sui muri che danno, continuano ad alzareil tiro, ad esempio, le continue minacce all'Iran, di cui non condivido ne la linea politica ne le intenzioni, minacce, secondo me che non fanno altro che rinsaldare il pensiero e il popolo iraniano,che venendo attaccato da esterni, mette in secondo piano le crepe interne per coalizzarsi contro il nemico comune.
Non dimentichiamo una cosa importante. lo stato iraniano e il suo presidente sono uno stato sovrano retto da un uomo eletto democraticamente (?) dal suo popolo. Minacce da parte di un altro stato sovrano significano solo una cosa. Dichiarazione di guerra. Certo, stanno sviluppando la tecnologia nucleare però, in fondo, come si può negargli di sviluppare una tecnologia che se usata correttamente porterebbe un enorme benificio al popolo iracheno? Come mi sentirei io, se il mio vicino di casa mi vorrebbe impedire di accendere un fuoco perchè pensa che io gli possa bruciare la casa? certo potrei anche aver minacciato di fare una cosa del genere, ma tra il dire ed il fare ce di mezzo il mare, come si suol dire. Perchè gli americani si ostinano ad usare la forza? quando invece potrebbero provare in altri mille modi a risolvere la cose? Sono più maschi? O non sapevano dove buttare i soldi? Ora li hanno finiti. Benvenuti in Italia. :-)
allaprossima.

my pipe ha detto...

Errata corrige
"I panni sporchi vanno lavati in casa"

Anonimo ha detto...

O.I. (off inculation)

Altro che Gianni Guelfi
Leggetevi l’ultimo chiarificante articolo di domenico gatti
IL RITARDO DELLE GRANDI RIFORME
su
http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza