martedì 26 dicembre 2006

L' istruzione deviata

Scoperte alcune cause "scientifiche" del disturbo nell'apprendimento negli studenti delle scuole medie inferiori:
1 gli autori dei testi scolastici
2 le commissioni che adottano tali testi
3 gli insegnanti che li impongono agli studenti!.

Genitori controllate i libri di testo dei vostri figli, se non volete affidarli agli psicofarmaci!
Non sarà una nuova strategia per colmare il divario della ricerca tra il bel paese ed il resto del mondo?.
Pubblichiamo questa lettera trovata sul sito indicius, che affronta un serio problema la cui diffusione è causa di frequenti ricorsi agli stregoni (psichiatri) che diagnosticheranno a vostro figlio una qualche oscura patologia suggerita dalle case farmaceutiche!.
"Caro direttore,
ieri sera mi ha chiamato mia sorella: disperata, chiedeva un intervento nella mia veste professionale di fisico nucleare per aiutare sua figlia (13 anni, 3a media inferiore) a comprendere il testo sul quale sarà interrogata prossimamente. Ridacchio e la prendo in giro per la sua nota allergia verso le materie scientifiche ma, dopo avere visto il libro – Gianni Arduino - “Tecnologia, Energia e Prestazioni per il terzo anno della scuola media (inferiore)” - mi sono dovuto ricredere.

L’autore si dilunga nello ‘spiegare’ che “L’albero di una turbina a vapore è messo in rotazione dalla formazione del vapore che passa attraverso diverse serie di palette contenute in cilindri separati: il vapore ad altissima temperatura entra nel primo cilindro ad alta pressione e nella turbina dove le palette sono più piccole ... “Successivamente il vapore, persa una parte della sua pressione passa nel cilindro a pressione intermedia con pale più grandi. Infine entra nella sezione dei cilindri a bassa pressione dove le palette sono ancora più grandi.” La prima volta che ho sentito parlare di turbine a tre stadi è stato all’ultimo anno di università, nel corso di Fisica del Reattore. I miei colleghi che hanno scelto altri indirizzi (astrofisica, fisica medica, fisica teorica ecc.) ne ignorano l’esistenza.


Nel capitolo successivo l’autore spiega (a dei ragazzini di terza media) come avviene la preparazione del combustibile nucleare, fornendo dettagli che persino mio figlio (maturità scientifica con buoni voti e una spiccata attitudine per le materie scientifiche) stentava a seguire: l’arricchimento dell’uranio naturale per aumentare la concentrazione di uranio 235, come si passa all’ossido di uranio, poi al trifluoruro di uranio e quindi all’esafluoruro di uranio, per terminare con la lega di zirconio con cui vengono incamiciate le pastiglie a costituire le barre di combustibile.

Troppo? Niente affatto! Nel capitolo seguente Gianni Arduino ci porta nel mondo della fusione nucleare spiegando che essa “avviene quando due nuclei leggeri - deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno - sono spinti l’uno contro l’altro sino a saldarsi ... mentre sono racchiusi da una parete immateriale fatta di campi magnetici”.
Il testo è così farcito di vocaboli specialistici (atomo, molecola, alternatore, turbina, condensatore, deuterio, isotopo, uranio 235, nucleo, campo magnetico e chi più ne ha più ne metta) da sopraffare i giovani lettori e lasciar loro due sole alternative: imparare a memoria senza capire niente (e scordare tutto il giorno dopo), o disinteressarsi del tutto. La seconda scelta è ovviamente la più sensata (e, comprensibilmente, la più gettonata) ma, inutile dirlo, comporta l’insufficienza, l’etichetta di ‘asino’ ed il consiglio di non intraprendere studi ‘difficili’ alle superiori. Tutto ciò fa solo diminuire l’interesse verso le materie scientifiche e la ricerca.

Ricordo che mio figlio si era imbattuto in una situazione simile anni fa: in prima media (inferiore) il suo testo di geografia descriveva la Sicilia in termini d’industria chimica e petrol-chimica, prodotto interno lordo, tasso di disoccupazione e quant’altro".

Cinese.
Non c’é da stupirsi dell’aumentato coinvolgimento di psicologi nelle scuole: chiamati a risolvere i crescenti casi di alunni distratti, zucconi, chiacchieroni e disinteressati (ma va?) diagnosticano disturbi mentali fantasiosi dal nome pseudoscientifico, etichettando i bambini come affetti da ‘deficit d’attenzione’, ‘disturbo dell’apprendimento’, ‘disturbo matematico’, ‘dislessia’ e via delirando. Meglio farebbero a rivolgere le loro ‘cure’ agli autori di certi testi scolastici o a chi ne consiglia l’acquisto, ché in questo turbinare di autori criptici, psicologi onnipresenti e studenti irrequieti, mi sembra che gli unici sani di mente siano proprio questi ultimi
.

8 commenti:

my pipe ha detto...

Fino a quando la scelta dei libri di testo da parte di alcuni insegnanti o commissioni sarà subordinata dal tipo di regalo che la casa editrice offre in cambio (orologi, vacanze etc etc, non scandalizzatevi, è cosi, anche se qualcuno sicuramente griderà allo scandalo) molti si ritroveranno a studiare su libri scritti da autori, che, magari sanno perfettamente la materia, ma che non riescono a trovare un modo semplice ed intuitivo per spiegarla al target di alunni per il quale scrivono, oppure libri scritti da autori, che non essendo riusciti ad affermarsi ne nell'insegnamento ne in altre settori dell'educazione, per la scarsa preparazione di cui dispongono, grazie a piccole conoscenze nell'ambito editoriale si possono permettere di pubblicare libri di testo copiati da altri autori e rielaborati, a volte con somma ignoranza e con concetti contorti, credendo di essere i nuovi baluardi dell'insegnameto solo perchè grazie a favori personali riescono a farsi pubblicare.(oh non scandalizzatevi è così in molti casi, e libri di testo come questi ne sono l'esempio.)
Libri di testo infarciti di concetti esatti, ma per lo più incomprensibili anche agli autori stessi. Libri che necessitano della naturale spintarella di regalini vari ed eventuali.
Accoppiati poi a professori che fanno mal volentieri il loro dovere o peggio non sono in grado perchè della materia che insegnano ne sanno meno di alcuni alunni un po' più volenterosi.
Quello che vi dico non sono certo cose campate per aria, molte le prendo dal mio passato di studente Esempio:
professoressa di matematica dei primi 3 anni di ragioneria: Portava e spiegava sempre grazie ad un piccolo quaderno di appunti del suo passato universitario, un giorno i ragazzi del quinto lo fecero sparire. Per 2 settimane non fece lezione.(poi glielo ridettero)
Professoressa di italiano deli ultimi 2 anni.
Entrava in classe, in piedi, iniziava a spiegare senza accorgersi, degli alunni che le giocavano a briscola sotto il naso, scoprii poi che il suo sogno era di insegnare all'università e non con ragazzini che con le sue preziose lezioni non ci avrebbero fatto un tubo in futuro.
Ultimo episodio, fresco fresco, mio nipote arriva 31esimo (ne prendevano 30 provenienti da tutta Italia) nella classifica per essere ammesso alla università La Normale di Pisa indirizzo di studi di Fisica. Il professore del liceo scientifico che ha frequentato, asseriva che lui di fisica (mio nipote) non ne capiva un c...a. Forse sarà vero, infatti non è riuscito ad entrare, però è anche vero che i candidati non erano 31 e che alcuni di quelli entrati avevano precedenza perchè facevano nucleo familiare, quindi partivano avvantaggiati non per meriti puramente scolastici ma per motivi economici(Naturalmente è giusto cosi).
Vi ho detto questo non per lodere i meriti di nessuno, ma per dimostrare che molte volte(troppe volte) chi ci dovrebbe insegnare, educare, e giudicare, non sa nemmeno da dove iniziare.
Tutto questo ci riporta al fatto che ultimamente stiamo importando la moda di seguire i consigli di alcuni dottori (soprattutto americani) convinti, o presi dalla frenesia, che grazie alla somministrazione di alcune pilloline, si possano risolvere tutti i mali del mondo. Trovo assurdo ad esempio che sempre più bambini vivaci ed irrequieti vengano sottoposti fin dai primissimi anni a psicoterapia e cure farmacologiche. Ma quanti dei nostri compagni di scuola venivano definiti teppisti, vivaci, irrequieti, delinquenti, provate a ricordarvi. Ne conosco molti, e tutti, senza andare ne da psicologi ne distributori automatici di pilloline, vivono una vita ben al di sopra di ogni aspettativa che molti gli auguravano. Persone oneste, lavoratrici senza problemi di convivenza. Molti certo, anche da grandi tendono ancora ad esagerare, ma la vita, i figli,l'età hanno mitigato di molto il loro carattere. ( in molti casi sono si sono rese utili anche le vecchie care cinturate, o schiaffoni dei genitori,che fino ad una 20ina di anni fa andavano ancora di moda).
Purtroppo siamo noi genitori (che come dice mio padre abbiamo ricevuto troppo bene e pochi schiaffoni) che dovremmo rietrare nei ranghi e tentare di non viziare
i nostri figli. Siamo noi, che non riusciamo più ad educare nel modo giusto i nostri figli e sopratutto, come moltissimi giovani, non riusciamo a sopportare il bellissimo peso dell' avere un figlio, e al primo problema, cerchiamo la pillolina magica che risolva i problemi al posto nostro.
(Domanda: ma secondo voi, è più deleterio uno schiaffone al momento giusto e meritato,o uno psicofarmaco, perchè di questo si tratta, per un semplice comportamento irrequieto?)
(TENGO A PRECISARE CHE NON SONO PER LA VIOLENZA IN NESSUNA FORMA NE SU NESSUNO. SOPRATUTTO SUI BAMBINI. IL MIO VUOLE ESSERE SEMPLICEMENTE UN CONFRONTO TRA I METODI DI EDUCAZIONE DEI NOSTRI GENITORI E QUELLO DEI GENITORI ATTUALI.)

mariarosaria ha detto...

Ho sulle spalle 32 anni d'insegnamento nella scuola elementare(adesso si chiamerebbe PRIMARIA, ma preferisco il suo vecchio appellativo inteso nel vero significato della parola "elementare"= che fornisce cioè gli ELEMENTI fondamentali del sapere e dello stare insieme civilmente).
Ho scelto più volte i libri di testo senza mai ricevere dalle case editrici un REGALO indicato e descritto da "my pipe".
Al massimo hanno lasciato qualche carta geografica o qualche vocabolario in dotazione alla scuola.
Posso tranquillamente affermare che :
-Non esiste il LIBRO DI TESTO PERFETTO, per nessuma disciplina.
-Esiste invece l'insegnante che, padrona e consapevole delle difficoltà relative al testo di questo o quell' ARGOMENTO , o di un contenuto svolto in modo incomprensibile,carente,insufficiente, riesce a "conoscere " bene la materia o l'argomento, ne approfondisce i LIMITI editoriali(studiandoseli!), e poi fa delle scelte didattiche affinchè:
-la lettura in classe e la relativa spiegazione siano sufficientemente esaustive per la comprensione da parte degli alunni;
-ne approfondisce i contenuti con ricerche mirate ed eventuali sviluppi;
-verifica sul campo i concetti appresi mediante prove diverse: schemi di sintesi, verbalizzazioni orali o scritte, ecc.( dipende dalla materia).
In poche parole :
-Il libro non è l'unico ed il solo strumento di lavoro per l'apprendimento e non va messo e dato in pasto agli scolari in modo "selvaggio", ma si accompagna con la guida e la "REGIA"dell'insegnante.
Con questo metodo la maggiorparte dei miei alunni non ha avuto mai difficoltà nel "fare e nell'apprendere"
( tranne per coloro che dimostravano problematiche evidenti e certificate:allora per questi le mie richieste erano diversidicate).
Qual è il problema di molti docenti?
-Che non conoscono e non hanno mai praticato la"DIDATTICA"=LA DISCIPLINA che studia i metodi più adatti ed idonei per un proficuo APPRENDIMENTO.
La maggior parte dei docenti improvvisa e s'improvvisa; oppure scopiazza e plagia da altri libri o quaderni, senza aver fatto un percorso di formazione permanente.
I pochi che lo fanno sono eroi autodidatti, e bisogna cercarli con la lente d'ingrandimento.
E qui mi fermo: ha toccato troppi argomenti relativi alla scuola.
Buon anno!
mariarosaria

Roland ha detto...

Buon Natale.

E' vergognoso tutto ciò.

Un saluto a my pipe e mariarosaria ben presenti con scritti interessanti.

Anonimo ha detto...

post sconcertante!

My pipe ha detto...

Mariarosaria buonasera e auguri.
Purtroppo quando si affronta un qualsiasi argomento in maniera polemica si tende a dare l'idea che si stia generalizzando.
Naturalmente quelle che ho descritto sono degli esempi che spero siano isolati (anche se qualche dubbio mi rimane), anche perchè ricordando un vecchio detto "Fa prima una persona a sporcare che cento a pulire", rende l'idea di cosa possono fare alcune mele marce, anche se purtroppo in tutti i settori, soprattutto del pubblico impiego, le mele marce sono più che un caso isolato.
Io personalmente nutro una stima ed un rispetto (forse perchè mi è rimasta nel cuore la mia maestra delle elementari) per voi insegnanti che operate nelle scuole elementari al limite del maniacale.( Bellissima la spiegazione del termine scuola elementare. Ma perchè si ostinano a cambiare i termini alle cose, sperano che una mano di vernice fresca risolva i problemi?)
Effettivamente è vero, i libri di testo delle elementari difficilmente sono accompagnati da regalini vari, vuoi perchè sono in numero minore rispetto a queli delle altre scuole, vuoi, perchè ancora cè il cosiddetto "zoccolo duro" che difficilmente si lascia abbindolare da cose del genere.
Per zoccolo duro intendo maestre con svariati anni di servizio, dove la maggior parte delle volte, hanno un età di servizio superiore all'età anagrafica dei molti rappresentanti delle case editrici, e che esercitano l'insegnamento per passione e che difficilmente si lasciano distrarre dalla loro "missione".
Parlo di missione, perchè ho notato che per lavorare con i bambini piccoli una persona deve avere una marcia in più ed una passione speciale per quello che fa. Ho una figlia che fa il primo anno di asilo, e vedo nelle sue insegnanti, quasi tutte al limite della pensione, un energia, una paziensa speciale, che io personalmente come giovane genitore non ho, e quasi quasi le invidio, per la passione che mettono nel loro lavoro. Forse il termine giusto potrebbe essere spontaneità. Sono spontanee, nel loro modo di fare e di gestire le varie situazioni che si presentano.
Purtroppo, però non vedo la stessa cosa nelle maestre più giovani, spero vivamente che con l'esperienza riescano anche loro ad acquisire la marcia in più delle loro colleghe, anche se il buon giorno si vede dal mattino.....
La cosa che più mi preoccupa è la crescente tendenza,in tutti i gradi e livelli della scuola e del lavoro, è l' eccessiva importanza che si sta dando sempre più alla teoria. Troppa, troppa, troppa, teoria, troppi concetti teorici su argomenti che necessiterebbero di una sana e salutare pratica.
Un esempio? da quando la formazione della professione di infermiere da
scuola professionale è stata trasformata in corso di laurea, i novelli infermieri sanno perfettamente come è fatta una siringa (addirittura sanno di che materiale sono fatte), ma non sanno minimamente come si faccia una puntura e soprattutto non riescono a capire su quale punto del sedere la si debba fare,perchè l'hanno studiato a menadito sul libro, ma non hanno mai visto un sedere.
Complimenti per il post, non smentisci la situazione di degrado che vive la scuola italiana, ma riesci a far capire che qualche barlume di speranza ancora l'abbiamo.
alla prossima.

Anonimo ha detto...

La verità è, a mio parere, che l'istruzione scolastica, in Italia, sia lasciata un pò al caso,e per questo non riesce a preparare i ragazzi al mondo del lavoro come invece dovrebbe fare.
Quindi, in primis, sarebbero da cambiare tutti i programmi ministeriali.
In secondo luogo: metà dei professori che ho avuto all'istituto superiore erano incapaci, assenteisti ed arroganti.
L'ultima mia ex professoressa di italiano ci aveva fatto acquistare libri costosi che praticamente non ha mai aperto. No..perchè lei spiegava con il Bignami .. ci siamo capiti bene, proprio il Bignami.
Dopo qualche contestazione, e varie discussioni nelle assemblee, è sato riferito che praticamente bisognava in un qualche modo "sopportare la situazione", perchè la signora aveva avuto un esaurimento nervoso.
La cosa più buffa è che questa .. "professoressa".. pretendeva che noi , in sede di interrogazione, riportassimo parola per parola ciò che lei aveva spiegato. Ossia, niente sinomini, niente riassunti, ESATTAMENTE come diceva lei.
Ma chi vigila su queste situazioni? Nessuno.... Che vergogna. E pare che, più avanti si vada, peggio è. Fanno passare la voglia di studiare anche a chi ce l'ha.

mariarosaria ha detto...

@ anonimo ha detto :

-"Ma chi vigila su queste situazioni? Nessuno.... Che vergogna. E pare che, più avanti si vada, peggio è. Fanno passare la voglia di studiare anche a chi ce l'ha."
***********************************
Se ha letto il mio precedente intervento , nel quale ,per motivi di spazio, non mi sono addentrata specificatamente nel problema "PREPARAZIONE e FORMAZIONE DOCENTI", in quanto occorrebbe fare un "distinguo" a seconda dell'ordine di scuola,
CI SAREBBERO MOLTE COSE DA DIRE SULLE SUE DOMANDE, oltre al modo di reclutamento del personale docente.
Dopo oltre trent'anni di servizio, mai mi era capitato di assistere ad un caso così eclatante di reclutamento del personale scolastico:
-1°Incarico di supplenza annuale a persona di:
-età -41 anni
-esperienza = 0 (nessun giorno di supplenza! Mai insegnato neppure privatamente!)
-diploma acquisito a 21 anni( vale a dire che costui aveva lasciato gli studi 19 anni fa)
-lavori precedentemente svolti: cameriere,rappresentante di commercio, lavapiatti,ecc..(nessun lavoro lo aveva soddisfatto in quasi 20 anni!)
CHIEDO:- Chi nel privato avrebbe assunto un soggetto simile, senza una preparazione e/o una formazione professionale?
Soltato nella SCUOLA PUBBLICA si poteva assumere del personale che non era in grado di scrivere neppure alla lavagna( "Perchè non aveva mai scritto!"-si è giustificato).
Ha ragione allora la PROF. scrittrice Paola Mastrocola quando chiede al Ministro:- Dei maestri "ciucci", che cosa ne facciamo?"
E il Ministro:- "Occorre fare formazione all'interno, mediante l'aggiornamento permanente, mediante la collegialità".
Cosa difficile da realizzare per:
-mancanza di fondi,
-alti costi dei docenti,
-preparazione,non sempre consona alla aspettative;
-di solito carente di VERA E CONCRETA ESPERIENZA DIDATTICA, che si fa sul campo, simulando la ricerca ed affrontando i contenuti.
-Il reclutamento dei supplenti avviene con graduatorie vecchie di oltre 20 anni, con personale che non ha mai messo piede in un'aula e non conosce il minimo di didattica e non ha mai fatto "FORMAZIONE".
E poi, e' sufficiente una leggina per far passare "di ruolo" personale di questo "SPESSORE"!
Posso solo affermare che:
-una selezione concorsuale è fondamentale( se non altro si seleziona chi sa scrivere un testo senza "ORRORI" grammaticali e sintattici!)
-un biennio di prova con un percorso di formazione didattica obbligatoria, è necessario.
PS. Tutto ciò che ho imparato a fare in DIDATTICA, L'HO PAGATO a mie spese, con il mio tempo extra-
scolastico, con tutta la mia volontà e tanta passione.
La scuola di stato mi ha dato molto poco in formazione; al contrario, alla scuola ho dato e continuo dare molto!
"Le modalità d'uso" dei testi scolastici meritano un capitolo a parte e farebbero parte della DIDATTICA.
-Chi vigila?
I sindacati insorgono; si ordina una visita ispettiva; e poi...come andrà a finire?
Al prossimo approfondimento.
Buon anno!

my pipe ha detto...

Maria rosaria posso confermare tutto quello che hai detto,Eè successa la stessa cosa ad una mia conoscente, che dopo aver dato 8 anni fa il concorso da insegnante solo esclusivamente per accontentare la cerchia di mici e parenti (Leggi genitori), quest'anno si è ritrovata con il ruolo, che sempre a causa delle pressioni familiari ha dovuto accettare, lasciando un posto di lavoro nel privato dove, in 10 anni di sudato lavoro, aveva raggiunto un esperienza e delle responsabiltà di dirigenza che lasciavano presagire ad un cammino in continua ascesa, sia personale che lavorativo.
Ha dovuto lasciare per le motivazioni che il privato oggi cè, domani chissà, invece il pubblico è un posto sicuro.
Ma secondo voi, una persona come lei cosa può dare alla scuola?
Demotivata, impaurita, sconsolata e frustrata.
Sembra comunque che non se la cavi poi tanto male, anche perchè è una ragazza con la testa sulle spalle.
alla prossima.