domenica 21 gennaio 2007

Le Sentenze e la Disinformazione

Storica sentenza sul ricorso di due studenti torinesi: non c'è illecito se non c'è commercio dei contenuti copiati, anche se protetti da copyright. Via libera!.
Eccoci……siamo alle solite. Via libera a cosa?!. NON E' VERO NULLA!!.
Da sempre siamo abituati a sorbirci il vezzo dei giornalisti italiani, di commentare le sentenze dalla Cassazione, dando a “queste” un'importanza del tutto sproporzionata. Poche testate si astengono dallo spulciare le sentenze di ultimo grado, decontestualizzarle dagli accadimenti cui sono riferite, e dare loro valore di legge, sulla falsariga di quanto avviene in ordinamenti giuridici diversi dal nostro. Ecco che assistiamo a casi del tipo "violentare una donna che indossa i jeans stretti non è reato", con relativo strascico di interviste indignate ai “baroni” della giurisprudenza, che ogni volta fingono di ignorare la specificità della sentenza, estrapolando a fatica alcuni principi generali, puntualmente smentiti al verdetto successivo.
È ovvio che per questi “cronisti di patacche” abbia suscitato molto interesse il pronunciamento avvenuto il 9 gennaio, ad opera della terza sezione penale della corte di Cassazione, che ha annullato la condanna a tre mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla corte d'Appello di Torino, a due giovani, rei di condivisione file su piattaforme peer to peer (
ai sensi degli articoli 171 bis e 171 ter) leggete questi due articoli (sono brevi) in tal modo comprenderete le fandonie scritte!!!!.
Ecco che allora si scatenano false ed inutili frasi e titoli sensazionalistici da parte di tutti i media, e di certi blog (
vedi libero), che addirittura si sbilancia in letture del panorama futuro:…”questa sentenza mette la parola fine alla paura che scaricare una canzone ci renda criminali al pari di chi copia un dvd per venderlo in migliaia di copie per trarne un indebito guadagno, per di piu' esentasse”.
NOI PROVIAMO AD ESSERE PIU’ REALISTICI, mettere a disposizione file protetti da copyright non è reato, lo dice la Cassazione.
Ma dimentichiamo che i fatti sono avvenuti prima della legge Urbani.
Sull'argomento peer to peer, le sentenze che si sono susseguite hanno quasi sempre dato ragione alla difesa, solo per i casi prima dell'emanazione del cosiddetto decreto Urbani, nel 2004, poi convertito in legge.
Per questo il dispositivo non rappresenta una novità.

"I giudici di Torino", dicono i colleghi della Cassazione, "hanno erroneamente attribuito all'imputato un'attività di duplicazione dei programmi e di opere dell'ingegno protette dal diritto d'autore, poiché la duplicazione, in effetti, avveniva ad opera dei soggetti che si collegavano con il sito Ftp e da esso, in piena autonomia, prelevavano i file e nello stesso ne scaricavano altri. Doveva essere esclusa l'esistenza del fine di lucro da parte degli imputati, potendosi ravvisare una mera attività di scambio".
Tradotto dal legalese: il nodo della questione è sempre lo stesso, essendoci “SEMPRE” il “PROFITTO” si deve appurare se vi erano anche la finalità di lucro. I giudici più zelanti sono portati a considerare tale anche "il mancato pagamento di un Cd", e quindi è automatico che chi scarica commette reato. I magistrati dotati di più buonsenso, invece, lo ravvisano solo in caso di cessione onerosa del contenuto duplicato. In questo caso la messa a disposizione dei file in un sito Ftp non configura alcun lucro, poiché le attività sono state effettuate gratuitamente.
La
Siae mastica amaro: "La sentenza lascia perplessi", dice il presidente Assumma, "perché si pone in contrasto con principi di diritto ormai acclarati dalla costante giurisprudenza".

Tradotto dal Sialese, significa: "Non capisco come mai in Italia le major non riescano a far valere il loro peso come altrove".
Chiariamo se ve ne fosse ancora motivo che la sentenza, di cui abbiamo parlato, si riferisce ad un caso antecedente l'attuale normativa, quella che porta il nome dell'ex ministro Giuliano Urbani, che invece stabilisce la punibilità per lo scambio di file illegali, comunque esso avvenga.
Ricordiamo l’inizio dell’ Art.
171-bis:“Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto”……..!!!!!!.
Vi segnaliamo Scarichiamoli
.
Nella legge (della vergogna) compare la parola “profitto”, nonostante qualsiasi pronunciamento della Cassazione, scaricare una canzone e non rivenderla, è comunque “profitto”.

“PROFITTO”!!!!!! L’unico appellativo che le major hanno nel loro vocabolario.

12 commenti:

Hays ha detto...

Hei!!! E'inpensabile che la cultura la musica lo sport sia un bene per soli privilegiati!!! Solo perchè non possono pagare cifre ridicole!!! La cultura è una ricchezza di tutti. Non esiste che deve avere accesso solo chi ha la possibilità economica!!! Per poi creare delle disparità nella società che alimentano solo ignoranza e conflitti. Perciò fate i bravi, e date da bere agli assetati di "sapere"!!!

Nicola ha detto...

Ciao, a tutti. Divulgare in modo corretto musica e film sono giusto. Questo perché chiunque può ascoltare o vedere senza dover spendere enormi cifre per comprare un cd nel quale si trovano qualche canzone davvero fatta con amore, mentre le restanti sono fatte solo per riempirlo e riempire le loro casse. Altra cosa in Italia i costi sono sempre maggiori di tanti altri paesi Europei, il cd è sempre lo stesso. COME MAI!! Ve lo dico io, in Italia deve costare sempre di più, gli interessi delle case discografiche sono enormi, basti a pensare il 20/30% va al cantante, con qualche canzone diventa a volte ricchissimo. Il governo non vuole far nulla perché trae sempre vantaggi dalle tasse. Il P2P è la risposta giusta, è la cultura a portata di tutti a bassissimo costo.

Maninblues ha detto...

La pirateria in rete non è facilmente repressibile, lo so per esperienza di questi anni attraverso i quali nessuno ha trovato una valida soluzione per fermare questo flusso di scambi di files online. Quando Urbani era al governo girava voce che avrebbero messo a pagamento l'utilizzo della rete in base a quanti Mb venissero scaricati. Per fortuna ciò non è stato applicato, congelerebbe lo sviluppo del Paese. La mia proposta a case discografiche e artisti è quella di mettersi in gioco, aprite un vostro sito internet dal quale far scaricare liberamente gli mp3, questo chiude un tipo di commercio ma ne apre di altri. Questa è la mia opinione, comunque bel blog! Se ti va fai un salto sul mio! Lorenzo by zerosilenzio.splinder.com

Mauro ha detto...

IL MIO PARERE

Se io ho messo il tuo blog nei link preferiti di politica dopo quello di Beppe, un motivo ci sarà.
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Copiare è una cosa sbagliata ma non si può incentivarla alzando i prezzi di dvd e cd musicali. Dopo lo SCHIAFFONE dato dalla pirateria, tutto si è ridimenionato. Sono certo di quello che dico, un cd musicale a 25 euro o ma chi se lo può permettere? oggi con 10 euro... insomma una riduzione c'è stata.
Comunque chi vende non ci perde mai. La guerra è sulla qualità-prezzo. Un file mp3 non sarà mai come un file audio o come un disco in vinile. Ma non ci arrivano? Mi fai un cofanetto di 5 cd del cantante famoso a 15 euro va bene te lo compro, ma non un cd a 25 euro...tutti se lo scaricano.
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Sono contro al commercio illegale. Un conto è la copia che do a un amico e un conto sono le 1000 copie spacciate in giro.

mario ghira ha detto...

scaricare senza scopo di lucro non è reato
La cassazione con sentenza n. 149 del 9 gennaio 2007 ha assolto due giovani accusati di pirateria informatica per avere scaricato attraverso software p2p film e musica, sicuramente una sentenza destinata a fare scalpore nei prossimi giorni.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da due studenti torinesi, condannati in appello ad una pena detentiva, sostituita da un'ammenda, per avere "duplicato abusivamente e distribuito" programmi, giochi per playstation e film, redistribuendoli successivamente attraverso un server FTP "privato"
L'interpretazione della Corte, che del resto non fa che attenersi alla lettura (senza interpretazione) delle norme in vigore, si muove d'altronde sulla linea di molte altre sentenze che, soprattutto in Europa, hanno recentemente dato dei duri colpi alle interpretazioni più restrittive promosse dalle associazioni dei discografici e delle majors cinematografiche.
Per la Cassazione "deve essere escluso, nel caso in esame, che la condotta degli autori della violazione sia stata determinata da fini di lucro, emergendo dall'accertamento di merito che gli imputati non avevano tratto alcun vantaggio economico dalla predisposizione del server Ftp".
Per "fine di lucro", infatti, "deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto, che non può identificarsi con un qualsiasi vantaggio di genere; né l'incremento patrimoniale può identificarsi con il mero risparmio di spesa derivante dall'uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell'ingegno, al di fuori dello svolgimento di un'attività economica da parte dell'autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l'abuso".
Di fatto, i due studenti, avvalendosi di un computer in funzione presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un archivio on line di dati e programmi, raggiungibile da

Chip En Sai ha detto...

Ho letto!... ma allora dovrebbe essere punito anche chi gestisce il sito che permette di scaricare abusivamente!...
Strano... diversamente dalla prostituzione verrebbero puniti solo i "clienti" che "la" ricevono gratis!

Anonimo ha detto...

Di diritto non capite una mazza, smettetela.

francesco carnelutti

Anonimo ha detto...

X Francesco Carnelutti senza offesa: il diritto è il complesso di norme legislative o consuetudinarie che disciplinano i rapporti sociali.

Questo è un blog politico è se permetti chi commenta ha il diritto di esporre un opinione e delle considerazioni in merito.

roob ha detto...

Già in un altro blog ho dato le mie opinioni in merito e non voglio ripeterle, ma vorrei "uscire" un po' dall'argomento...Supponendo che tutti sappiamo cos'è il p-2-p, voglio dire che prima o poi questa architettura di rete(perchè in informatica-sistemi è un tipo d'architettura) sarà resa illegale solo per fare un piacere alle major a discapito delle conquiste tecnologiche utili e applicabili, per qualsiasi scopo, anche dall'utente privato senza nessun potere.
Per il presunto "Grande Fratello" il p-2-p rappresenta un vero ostacolo al suo potere.
Per il PROFITTO siamo disposti a tenerci i peggiori metodi anzichè i migliori.

Ciao Staff

Staff Politicamente ha detto...

Ciao Roob,

Concordiamo con quanto da te scritto, ti ho letto anche su falla-girare, se non sbaglio.
Quello che ci inviperisce è che anche questa mattina in radio davano la notizia come la liberalizzazione delle copie, quando, come avrai ben capito non è cambiato un bel nulla.
Non riusciamo a trovare le altre assoluzioni simili a quella da noi descritta, fatte tempo addietro.
E' solo un gioco dei media.

Un caro Saluto da tutto lo Staff.

Robert Allen e Staff

Anonimo ha detto...

Messaggio n°139 del 21/01/2007

Riforma delle pensioni: i Rom non bastano

Hanno fretta.
Hanno foga di cambiare la legge elettorale per togliere di mezzo la Lega Nord (e forse qualche altro partito), i movimenti rimasti, almeno ufficialmente, a difendere i lavoratori e le loro pensioni.
I "commissari del Reich" italico bramano dare il diritto di voto agli immigrati per garantire pseudo-democraticamente l'"unità nazionale".
Evidentemente i Rom, i noglobal ed i musulmani non bastano; ad intimidire ad ammorbare il civismo dei cittadini padani che pagano i contributi previdenziali, in ossequio alle direttive dei sindacati voltabandiera, e reclamano la pensione maturata con decenni di versamenti.
Hanno premura, i privilegiati di stato, perchè stanno rendendosi conto che il sistema sta scricchiolando, che gli operai stanno cominciando a capire che i loro contributi versati all'INPS sono scomparsi, svaniti nel nulla. E che la riforma del TFR non è altro che un immane trasferimento di soldi dal Nord a Roma, pure quei denari senza ritorno.
Cosa dire a quei meridionali che per rifuggire dal ricatto del lavoro nero e dall'oppressione mafiosa erano emigrati al Settentrione? Con la valigia di cartone ed il capo chino, su "treni del sole" confidando nelle garanzie sindacali del "Nord" tra le quali una pensione decorosa dopo una vita da "cipputi".
Oltre al danno architettano un'ignobile beffa; col pretesto dei "prepensionamenti" intendono reintrodurre DI FATTO le pensioni-baby, però solo a Roma e al Sud stavolta. Nel medesimo tempo in cui a settentrione solerti economisti di Forza italia e Unione catechizzano a dovere sulla necessità del "rigore nei conti" e "innalzare l'età pensionabile".
Noi li AVVERTIAMO, i buffoni di corte del tricolore.
Avvisiamo il "Napoletano": che non si senta troppo al sicuro dal suo "alto seggio", nella sua torre d'avorio decrepita; la collera dei lavoratori giungerà anche sui più "irti colli".
E avvertiamo i babbei dei media nazional-islamici: che si astengano i vari Biagi, Santoro, Feltri Deaglio, Lerner, Galli della Loggia ecc: dal farneticare di cose di cui nulla sanno; della vita di chi si deve alzare alle 5 del mattino per prendere un treno dalle carrozze gelide, per essere in tempo a timbrare un cartellino in cambio di luridi mille euri mensili.
Poiché a tutti quanti NON sarà consentito di farneticare dalle colonne infami di insolenti giornali in nome dei lavoratori dalle spalle ricurve e dalle tute bisunte. Dalle braccia stanche, le scarpe consunte, sacrificate per vedere le figlie laurearsi in "conservazione" ed i figli maschi divenire ingegneri, l'orgoglio di famiglia.
Che MISURINO LE PAROLE in materia di pensioni.
CHE NON OSINO questi signori calunniare le pensioni di coloro che per una vita hanno arrischiato i polmoni nelle concerie vicentine o nel reparto verniciatura di Mirafiori.
CHE SI ASTENGANO questi intellettuali dei miei stivali dal negare i diritti di chi s'è visto conficcare schegge di metallo arroventato nelle braccia, in faccia, negli occhi ai torni della bresciana e della bergamasca. Per decenni.
E LASCINO PERDERE i "soloni" del romano-razzista "ballarò" dal farsi beffe dei cittadini che iniziarono a lavorare a 15 anni anzichè frequentare qualche cimiciosa università partenopea distribuente diplomi di laurea alla stessa velocità con cui li stampa: tutto per fuorviare il telepopolino dall'assistenzialismo al Sud, necessario a comprare i meridionali, e dai privilegi dei loro parenti ministeriali. I veri punti dolenti del crack dell'istituto previdenziale pubblico (nota 1).
L'avvertimento vale anche per i falsi rivoluzionari dello stato-zombie alla Beppe Grillo, Marco Travaglio, Maurizio Blondet, Massimo Fini, tanto per citare.
Anche costoro sono stati "nominati".
Che lo sappiano, qual è la vera "questione morale".
Il signor "Napoletano", i suoi accoliti da G. Fini ad Amato, e nessun altro di costoro si ritenga al sicuro.
I musulmani e i gli zingari non faranno loro da "scudi umani", ne abbiano percezione; su qualunque "colle", in qualsiasi teatro di periferia o redazione scalcinata piomberà l'ira funesta degli operai.
Ne basteranno magistrati ed avvocati di cui questi sciocchi amano circondarsi ai loro pranzi di gala, men che mai qualsiasi riforma tarocca della legge elettorale.
Si rassicurino: l'"unità d'italia" VIENE DOPO i diritti dei lavoratori.
Incomincino a guardarsi le spalle, a muoversi con circospezione. Poiché "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare"; sicchè quelle mani callose di lavoratori che ogni giorno lavorano con perizia barre d'acciaio e tramogge di tondino fuso possono giocare MOLTO DURO.
Anche questo lo sappiano.

di Domenico Gatti del Canna-Power Team
Nota 1: Quando risolvere i problemi dell'INPS sarebbe di una banalità inaudita; basterebbe separare previdenza da assistenza e dare la pensione SOLO a chi ha REALMENTE pagato i contributi a meno di trattarsi di VERO invalido.

http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza

PODCAST: http://www.fottilitalia.com/ABpodcasting.rss

Anonimo ha detto...

Ai sensi degli articoli citati sembrerebbe legale. Comunque lo considererei più come un "mancato profitto" per l'azienda produttrice...

Saluti