venerdì 12 gennaio 2007

Ci rubano anche il Wi-Max!.

ENNESIMO ATTO DI DISINFORMAZIONE TECNOLOGICA E DI INCIUCIO ALL'ITALIANA!!!
Annunciato prossime concessioni
Wi-Max!!!!!!.
Da un lato
ci sono il ministro Gentiloni, l’intera stampa italiana e persino sindacati di consumatori, a salutare con gioia la "banda larga equa e solidale". Dall'altro lato poche voci, come
Zeus News e AntiDigitalDivide, anche il Partito-Pirata Italiano, hanno espresso perplessità sulle probabili aste per l'assegnazione delle licenze, che potrebbero compromettere definitivamente quanto di buono c'è nella nuova tecnologia.
Cosa è il Wi-MAX: Fino ad oggi, per collegare un nuovo utente ad Internet è sempre stato necessario fare arrivare fino a casa sua un cavo in rame (come quello del telefono) od in fibra ottica. Questo vuol dire che per collegare ad Internet un cittadino che abiti lontano dai principali punti di accesso può essere necessario stendere chilometri di cavo e spendere cifre esorbitanti. Per questo motivo, quasi tutta la popolazione italiana che vive lontano dalle grandi città è sempre rimasta esclusa da questa tecnologia e da tutti i vantaggi che essa comporta (ad esempio l'uso di sistemi VoIP come Skype). La necessità di stendere del cavo ha creato dei problemi enormi anche a chi abita in città, i lavori hanno un costo elevato (ottenere licenze, spaccare strade, stendere cavi, chiudere strade), in pratica tutti gli operatori, tranne Fastweb, si limitano a noleggiare i cavi esistenti da Telecom. Telecom sa di agire in regime di monopolio e fa i prezzi che vuole, a tutto svantaggio del mercato. Una prima soluzione a questo problema è stato l'uso di sistemi Wi-Fi. L'evoluzione del Wi-Fi è noto come Wi-MAX. Questo standard permette di coprire un’intera vallata alpina con un singolo ripetitore e di accontentare tutti i suoi abitanti. Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-MAX sono di proprietà dell'esercito e solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell'UMTS. Il caso dell'UMTS ha reso evidente il motivo per cui mettere all'asta le frequenze è una pessima idea: gli alti costi dell'asta devono poi essere scaricati sull'utente finale e, di conseguenza, trasformano in un prodotto di lusso, accessibile a pochi privilegiati, quella che avrebbe dovuto essere una soluzione tecnica destinata ad abbattere i costi di connessione ed a favorire i meno abbienti. Non solo, questa situazione esclude dal mercato i piccoli operatori e, di conseguenza, rinforza ulteriormente la posizione di mercato ed i privilegi delle grandi aziende del settore. L’idea del Partito-Pirata Italiano: Una soluzione corretta ed intelligente al problema delle assegnazione delle frequenze esiste da tempo ed è già usata nella vita quotidiana: è la stessa soluzione legale usata per evitare la proliferazione delle antenne paraboliche sui tetti dei condomini. Questa legge prevede che non si può installare liberamente un’ antenna parabolica sul tetto del palazzo se già esiste un impianto analogo. La legge prevede che il secondo arrivato abbia il diritto a collegarsi all'antenna esistente a patto che non crei problemi al proprietario e che gli versi una parte della cifra spesa per l'installazione dell'antenna, diciamo il 50%. Quando viene applicata al Wi-MAX, questa soluzione funziona nel modo seguente.

1)
Il primo operatore che vuole coprire una certa area installa a sue spese l'antenna ed i ripetitori. Questi ripetitori usano una o più frequenze, scelte tra quelle disponibili.

2) Chi arriva per secondo, ha il diritto (previsto per legge) di usare la stessa antenna, gli stessi ripetitori e le stesse frequenze per offrire lo stesso servizio ai suoi utenti. Ovviamente, è tenuto a pagare il 50% dei costi dell'antenna e dei ripetitori a chi l'ha installata. Il secondo arrivato è anche tenuto a non creare problemi a chi ha installato l'antenna ed i ripetitori. Di conseguenza, se il traffico che produce è tale da creare problemi, deve installare altri ripetitori a sue spese.
In questo modo è possibile servire una certa zona con una sola antenna che viene usata e condivisa da più operatori, massimizzando lo sfruttamento delle frequenze e degli impianti, senza ricorrere a meccanismi di assegnazione di tipo economico (aste) che favorirebbero i più forti. La suddivisione del traffico tra i diversi operatori può avvenire a valle dell'antenna, sulla rete digitale, esattamente come avviene da tempo per la condivisione dello stesso cavo in rame tra i diversi operatori della telefonia.

Come strumento di lotta, il Partito-Pirata propone agli utenti internet il Google Bombing: "Create una pagina web, e inserite da qualche parte la parola Wi-Max linkata a questo URL: http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html". (per leggere)

"Se il numero di link di questo tipo sarà abbastanza alto", conclude il Partito-Pirata, "chi cercherà il termine WiMax (politici, giornalisti, curiosi) inciamperà in questa pagina e conoscerà le nostre opinioni su questo delicato tema".
È IN GIOCO IL NOSTRO FUTURO!!!!!!.

5 commenti:

Massimo ha detto...

Che questo sia quello che non succede ogni giorno, lo abbiamo tutti sotto gli occhi. In una democrazia rappresentativa però è come dovrebbero andare le cose.

Non dimentichiamo che una connessione a banda larga disponibile ovunque, potrebbe aiutare a trascinare la nostra economia fuori dal pantano in cui decenni di certa politica ha fortemente contribuito a farla cadere.

Il sistema di aste usate per rilasciare le frequenze UMTS non può essere certo considerato un buon esempio per fornire copertura al territorio nell'interesse economico della nostra nazione. Ed il settore delle telecomunicazioni è strategico in qualsiasi economia, esattamente come i collegamenti stradali, ferroviari, aerei ed ogni altra infrastruttura.
Con buona volontà si potrebbe al più definirlo un metodo a disposizione del Governo per far cassa (e probabilmente neanche il migliore).
Potremmo guardare cosa è stato fatto altrove nel mondo, per esempio. Imparare dagli errori fatti in passato, ed anche dagli esempi ben riusciti.

Dovrebbe essere il primo pensiero di ogni politico eletto, fare il bene del proprio Paese. O no?

Mauro ha detto...

E' chiaro che la tecnologia di computer e telefonini già c'era nel 1980, ovviamente dovevano vedere come far crescere e sfruttare il mercato. Nel 1994 credo Funari annunciava che il maggiore sviluppo si doveva verificare nelle telecomunicazioni. Aveva ragione! Che dire speriamo che TELECOM non compri anche questa nuova, si fa per dire, tecnologia.

Anonimo ha detto...

Messaggio n°136 del 12/01/2007

PENSIONI: SOLITO TEATRINO

Leggete questo articolo in materia di dati Istat sulle pensioni dal "Corriere" e poi tornate, cari iscritti alla "lista di Schindler".

http://archivio.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/01_Gennaio/11/pensioni.shtml

Il pezzo si presta a notevoli considerazioni.
Salta all'occhio immediatamente il fatto che NON si fa nessuna menzione ai contributi versati. Ciò conferma ciò che abbiamo da sempre profetizzato; che intendono infischiarsene altamente dei cittadini che hanno pagato i contributi nella riforma delle pensioni.
In secondo luogo appare evidente il tentativo di intorbidare le acque creando la categoria "platonica" che va dai 40 anni ai 64 di età.
Lo scopo, studiato ad arte, è quello di confondere i lettori; accomunare come "pensionati-baby" sia il dipendente pubblico pensionato dopo 20 anni di lavoro a 42 ani di età col 100% dell'ultimo stipendio (diciamo 1200 euro mensili) con l'operaio privato andato in pensione dopo 37 anni di attività, a 57 anni di età con il 74% della media del salario degli ultimi 5 anni (diciamo 1000 euro mensili).
Nessuna menzione infatti che i baby-pensionati sono SOLO gli statali andati in pensione con MENO DI 35 ANNI di lavoro e NON i lavoratori pubblici o privati andati a riposo dopo avere pagato per 35 o più anni. Nessun accenno anche al fatto che da Roma in giù sommando pensioni assistenziali, sgravi contributivi a pensioni-baby statali praticamente NESSUNO percepisce una pensione per avere EFFETTIVAMENTE ed INTEGRALMENTE versato all'INPS per 35 anni.
Come mai? Chiedetevi soltanto di dove sono e dove stanno i parenti dei dipendenti Istat e del "corrierone nazionale".
Ancora una volta ripetiamo. Non date un centesimo all'INPS, sarebbero i denari più sprecati della vostra vita.
E se un qualche cialtrone sindacalista della Triplice, col dito puntato, vi chiede di pagare ancora contributi, per favore, sputategli in un occhio.

Canna-Power Team

http://www.fottilitalia.com/
il sito anti-italiano per eccellenza

PODCAST: http://www.fottilitalia.com/ABpodcasting.rss

Rod ha detto...

Riguardo il WI-MAX....
ho mandato una segnalazione sul BLOG di Beppe Grillo ca. 15 giorni fa', sperando che bubblicasse qualche cosa, ma probabilmente si é persa nella marea dei messaggi

Il vero problema é che il processo - dichiarato anche nel POST originale - di "italianizzazione" nell'uso delle frequenze utili alla tecnologia, prevede un meccanismo di "licenze" analogo a quello utilizzato per altre tecnologie, vedi UMTS; per far questo viene coinvolta l'Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni, con l'unico scopo - a mio parere - di legittimare le scelte che probabilmente sono già state fatte ai piani alti dei ns. Ministeri

la consultazione avviata dall' AGCOM é pubblica, anche se praticamente nessuno ne ha parlato: nessun tg,news,infonews, ecc... ha menzionato la cosa !... se provate a leggere il contenuto del questionario pubblico

http://www.agcom.it/provv/d_644_06_CONS/d_644_06_CONS.htm

capirete cosa intendo; si parla di licenze, quote di frequenze, ecc...
sembra di essere tornati agli anni delle "radio libere"...

...e dire che questa tecnologia é alla portata di tutti; anche i costi per le infrastrutture sono alla portata di ogni singolo utente, o perlomeno a quella di associazioni radiantistiche o gruppi di appassionati; non c'é assolutamente bisogno delle "spalle larghe" di un carrier per poter affrontare tali spese ed implementare un servizio WI-MAX con buona copertura; ma, si sa, una volta avuta la rete farci passare sopra il VoIP (gratuito per come la vedo io) é un attimo; ed allora come la prenderebbero i vari gestori mobili e fissi (la distinzione esiste solo in italia, naturalmente...) che hanno sborsato fior di miliardi per licenze ed impianti negli anni addietro ?!?...

..ditemi se questo é un Governo anti-protezionista ..... ?

Staff Politicamente ha detto...

Ciao Mauro, e ciao Rod.

Come darti torto?, scavi in cose già scritte, ma questo fa capire quanto marciume ci sia, antiproibizionista?, "nullo", in una parola lo si può descrivere.
Il link da te segnalato non risponde, ma porta all'home page, dopo pranzo leggerò con calma.

Un grazie a tutti e buona domenica.

X Staff

Robert Allen