giovedì 18 gennaio 2007

Le "certezze" dei co.co.co

Le due notizie che riportiamo sono una fotografia della mancanza di sicurezza per una generazione, una sorta di manifesta “bagarre” legislativa, che schiaccia come un masso i cosidetti “nuovi schiavi”. Sono la generazione che cresce, quella a cui non viene concesso il mutuo per acquistare casa, perché muniti solo di contratti a tempo indeterminato!!!. Qualcosa sta cambiando. La circolare del ministro Damiano sul lavoro nei call center che prevede che gli operatori inbound (cioè che ricevono le chiamate) non possano essere assunti con contratto a progetto comincia a dare dei frutti positivi in fatto di riduzione della precarietà del lavoro in questo settore.
Più posti fissi nei call center
Telecom Italia (il 187 e il 191) ma anche per i numeri verdi di aziende come Enel, Lavazza, Delonghi e Carrefour. In questo modo si rispettano le percentuali previste dal contratto nazionale di lavoro delle Telco di un buon 60% di lavoratori a tempo indeterminato, contro il 40% a termine.
Se i Piemontesi tirano un bel respiro, in Lombardia si preparano ad un’estenuante confronto di nervi e scioperi. Tutti abbiamo visto in questi giorni che Wind celebra con un'intera pagina su molti quotidiani il proprio milionesimo cliente di telefonia fissa; ma quello che non dice è che sta mettendo fuori dall'azienda 275 operatori, tutti quelli che lavorano nel
call center di Sesto S. Giovanni (Milano), due terzi dei quali donne. Da tener conto che Wind è l'unico operatore, oltre a Telecom Italia, che si occupi di telefonia fissa (con il marchio Infostrada), telefonia mobile (con il marchio Wind) e di internet (con il marchio Libero) e quello di Sesto S. Giovanni è uno dei cinque call center del gruppo!!. MA ANALIZZIAMO CHE COSA STA ACCADENDO: Da luglio a oggi è successo che l'Enel, cioè lo Stato, è uscito completamente dalla proprietà di Wind, che è stata costituita e si è sviluppata grazie ai capitali pubblici,(MA DAI!!!!!) per lasciare in mano tutto all'impreditore egiziano Sawiris; quest'ultimo ora non dovendo spartire più nulla con i nostri governanti si sente più libero dai condizionamenti politici, anche rispetto a quei vincoli sull'occupazione che si era assunto con il governo e i sindacati quando due anni fa è entrato in Wind. Il call center di Sesto S. Giovanni è l'unico in Wind dove la maggior parte del personale è a tempo pieno (che significa riuscire a portare a casa circa mille euro al mese, in una città costosa come Milano), obbiettivo raggiunto grazie alle dure lotte dei lavoratori, che ora temono sia tutto messo in discussione dall'esternalizzazione. Questa è la prassi, in una nazione senza oramai più grandi aziende, con i gioielli statali “spolpati dagli affossatori” come Tronchetti, Gnutti, etc., con le produzioni esportate all’estero e i call center in italia, siamo rimasti un popolo di santi, marinai e “centralinisti”!!!.

Chi fosse alla ricerca di consigli sosprecari.

7 commenti:

Laura ha detto...

Laureata+master ho iniziato a “flettermi”in Veneto dal 2004… Contratti a tempo det., anche di 1giorno!contratti di pura apparenza: tot ore dichiarate e molte di più quelle effettive, con conseguenti perdite di contributi e di tredicesime maturate…Contratti solo per periodi festivi, sacrifici fatti con la promessa di essere assunti stabilmente dopo le feste, speranze puntualmente disattese…per mansioni sempre al di sotto della mia preparazione ( ovvio).
La cosa che più fa specie è che nel luogo in cui lavoro, attività pubblica ad alta densità turistica in due anni non ho mai visto la GF che entrassero a controllare, e quindi su 10 dipendenti solo 2 in regola e le cose vanno lisce come l’olio…per il gestore per lo meno e non per noi dipendenti che, non solo percepiamo una miseria di tariffa oraria, in più non abbiamo i buoni pasto, né acqua né nulla durante turni anche di 7-8 ore, tutto a spese nostre! Lavoro domenicale e festivo non retribuito come da legge…nonostante questo accettare si deve, perché si è pure fortunati ad avere quel marcio sottopagato lavoro! Altro esempio…Il gran Teatro la Fenice con il suo nome altisonante fa contratti al personale di sala del tipo “ A chiamata” : per la legge ne esistono due tipi, uno senza indennità di chiamata che non è vincolante e dà al lavoratore la possibilità di rifiutare la chiamata, poi c’è quello con indennità di chiamata che prevede la corresponsione al lavoratore dell’indennità di chiamata oltre al pagamento della prestazione effettuata. Io, che avevo già due lavori, ho pensato di essere ancora più flessibile prendendone un terzo..sarei stata chiamata come sostituta. Dopo circa 2 mesi però sono stata chiamata al telefono dal responsabile del personale che mi ha “ MINACCIATO” la revoca del contratto perché io non offrivo disponibilità completa, ho fatto presente il contratto e le sue implicazioni e che non potevano pretendere e ha fatto un passo indietro, ma quanti vengono invece manipolati perchè ignorano?

Laura

Anonimo ha detto...

Importante, anzi fondamentale, sarebbe ripristinare la Legge 1369/60, quella che vietava l'intermediazione di manodopera. Sarebbe opportuno ripristinarla, ovviamente aggiornata ai tempi, introducendo il reato penale per chi somministra abusivamente manodopera. Oggi con la legge 30, ed i successivi decreti legislativi, quel reato viene punito con una semplice ammenda amministrativa. Il risultato? La proliferazione di false agenzie, tante false cooperative, che sfruttano lavoratori extracomunitari.

umberto

Laura ha detto...

Dimenticavo: anche a me è stato "chiesto" di aprire la Partita Iva..non ci son cascata per fortuna!che s'assa fà pè campà!

Laura

Paolo rossi ha detto...

Questo dimostra che lo stato butta via i soldi mantenendo 300 persone inutili

Anonimo ha detto...

Vivo a Bolzano, ho Infostrada (telefonia fissa di Wind) da ca. un anno, mi sono distaccato da Telecom dopo una lunga battaglia (Infostrada attualmente qui a BZ si serve ancora dei cavi Telecom). Mi stanno prendendo in giro in mille maniere, ho spese pazze sulla bolletta (contributi d'attivazione, piani tariffari incomprensibili, ecc.). I numeri 155 e 159 (assistenza clienti) sono un muro di gomma, e non ho intenzione di utilizzare quello a pagamento (892..)

Il CALL CENTER, di per sé una cosa buona (assistenza tecnica), in Italia è diventato un'attività criminosa: rompere le palle alla gente per vendere robaccia o servizi scadenti, zittire chi protesta per aver pagato per servizi inefficienti.

Mauro ha detto...

Ciao Laura se non cambiano le cose ci sarà sempre il datore di lavoro con un potere che prima non aveva (come negli anni 70).

Samuel V. Russo ha detto...

Scusate ragazzi, il problema è che i laureati e masterizzati non dovrebbero mai ad abbassarsi a fare un lavoro tipo call center.

E' ovvio che con una offerta immensa di personale il loro costo diminuisce proprio perchè c'è gente disposta a lavorare al di sotto delle paghe minime.

Io a costo di mangiare pane e cicoria (anche se sei in italia un piatto caldo e un letto non credo che manchino a nessuno).

Certo se avessi una famiglia da mantenere o dei debiti da pagare sarei anche disposto a fare l'operaio o il cameriere.

Cioè è chiaro il mio discorso?