martedì 2 gennaio 2007

Quanto consuma…..una colazione?

Siamo oramai certi che il futuro ci priverà della fonte principale per la nostra vita, il petrolio!.
Appelli ed inviti ad un uso intelligente degli strumenti (direttamente o indirettamente tutti), che utilizzano tale risorsa si sprecano. Dalla vettura, al riscaldamento, al condizionatore, le luci (molte centrali elettriche dipendono dal petrolio). Mai avremmo pensato di dover ragionare in termini di consumo di petrolio, mentre facciamo colazione. Proviamo a seguire il resoconto di questo ragazzo americano, Chad Heeter : “Sul tavolo di un appartamento, c'è oggi un piccolo pasto nutriente. Una brocca di avena importata dall'Irlanda condita con lamponi biologici congelati, e una tazza di caffè del Mercato equo. Come molti di noi, preparo la colazione a casa e gli ingredienti mi costano appena 1 dollaro e 25. La colazione mi rifornisce di circa 400 calorie, e mi sazia. Così, per poco più di un dollaro e mezz'ora di lettura del giornale in cucina, ho energia per le successive ore. Ma prima di prendere la prima cucchiaiata di cereali ( a cui ho aggiunto burro e latte), guardiamo questo porridge da una prospettiva differente. In questo modo, quello che vedreste qui, nascosto alla vista e alle papille, sono circa quindici litri di petrolio. Se contate anche i lamponi, il caffè, il burro e il latte avreste un pezzettino di Medio Oriente qui nella mia cucina. Ora, guardiamo più attentamente. Da dove viene questa quantità di petrolio? (Facciamo finta che il petrolio rappresenti tutti i combustibili fossili della mia colazione, inclusi gas e carbone).Il 20% è servito a far crescere i lamponi in fattorie cilene a migliaia di chilometri di distanza, l'avena in Irlanda, e il caffè in Guatemala- basta pensare ai trattori, ai fertilizzanti e ai pesticidi. Un altro 40% dell'equazione petrolifera della mia colazione arriva dalla filiera di distribuzione, tra fattorie e negozio di alimentari, in trattamenti, impacchettamenti e trasporti. Poi prendi la scatola dei cereali. C'è sopra un'immagine di salute e natura: una tazza di porridge con due fette di pesca sopra e tutto attorno chicchi di avena e lamponi. I chicchi ci ricordano che tra i semi di avena e i cereali nella scatola c'è un certo procedimento, e sul sito del produttore viene illustrato in dettaglio: raccolta, pulizia, taglio, cottura al vapore che trasformano l'avena in fiocchi commestibili. Tutti costi energetici.Infine, i miei fiocchi finiscono in una busta di plastica (fatta col petrolio), che viene inserita in una scatola di cartone prodotta con polpa di legno pressata e stampata. Solo allora la mia "colazione" lascia l'Irlanda, viaggia per 7000 inquinanti chilometri via nave e camion fino al mio negozio di alimentari in California. Arrivando da un altro emisfero, i miei lamponi percorrono un ancora più lungo viaggio fino ai miei dintorni. Malgrado impacchettati in una scatola con scritto "Cascadian Farms", facendo pensare che vengano dalle Cascade Mountains qui in USA, in realtà una piccola scritta rivela "Made in Chile" e dice tutto. Parla di un viaggio di 8000 chilometri per arrivare in California. Se hai tenuto il conto delle percentuali di petrolio, ti sarai accorto che qualcosa manca. Quel 40% di petrolio finale è quello che serve per il semplice atto di mantenere il cibo fresco e poi prepararlo. Nelle cucine e nei ristoranti, il freddo dei frigoriferi e il gas dei fornelli consumano più energia di quanto immagini”.
Esilarante di primo acchito eh!, poi diventa una risata amara!!!. Per decenni, gli scienziati hanno calcolato quanti combustibili fossili vanno nel nostro cibo misurando l'ammontare di energia consumata nel crescere, spedire, impacchettare e gettare le materie prime. L'input calorico del petrolio è poi paragonato all'energia offerta dal prodotto commestibile, l'output calorico.Quello che hanno scoperto è sconvolgente. Secondo i ricercatori dell'University of Michigan's Center for Sustainable Agriculture, circa sette calorie di petrolio vengono usate per produrre una sola caloria di cibo. Questo significa che mangiando la colazione da 400 calorie (del nostro amico Americano), si sono consumate 2800 da combustibili fossili. Come si fa a sapere quanto petrolio è servito per produrre il tuo cibo?. Prima, guarda quanto ha viaggiato, poi quanto è stato processato, perchè la lavorazione di un succo di frutta richiede un enorme quantità di energia rispetto a un frutto fresco. Poi considera la quantità di imballo. Il cibo biologico, da questo punto di vista, non fa differenza: un lampone bio o non-bio vengono coltivati, processati e trasportati allo stesso modo. Così, la prossima volta che vai a fare la spesa ricorda che la differenza energetica principale la fa l'acquisto di prodotti locali e poco lavorati.
A tal proposito vogliamo ricordarvi il sistema migliore per seguire il consiglio finale di questo post......i GAS, Gruppi di acquisto solidale, cliccate il link (in futuro dedicheremo un post a riguardo).
Prezzi più bassi, qualità migliore, nessun intermediario, la possibilità del contatto diretto con il produttore!!!!!. QUESTO E’ IL NOSTRO FUTURO!!!!!.
Buona colazione a tutti!.

5 commenti:

Roland ha detto...

Ottimo post.

I GAS sono un'entità sconosciuta ai più!!!.

Grazie per il consiglio.

Anonimo ha detto...

Io sono fermamente convinto che la civiltà di un popolo la si misura da quanto questo consuma. Il petrolio diverrà sempre piu' costoso e dobbiamo correre ai ripari.
Sono tante le priorità da affrontare:

1) Disboscare gli inutili spazie verdi per far posto alle centrali a carbone e bruciarne quanto piu' possibile.

2) Costruire termovalorizzatori in tutto il territorio italiano.

3) Bruciare plastiche ed oli pesanti ed esausti.

4) Dare la possibilità ad ogni provincia italiana di dotarsi di una centrale nucleare che copra l'esigenza del proprio territorio.

Oramai non possiamo piu' abbandonare il nostro tenore di vita, è necessario creare energia, sempre piu' energia.


Gaudenzio De Porcellis

Anonimo ha detto...

Ti sei mai chiesto quante giornate di sole ci sono in sardegna, quanto costa un impianto solare o fotovoltaico, quanto inquina, quanto lo Stato ci lucra, quanto...........

Te lo sei mai chiesto ???

Marcello Perra

Anonimo ha detto...

Grazie dell'importante informazione. Sono pienamente daccordo, limitiamo i trasporti inutili acquistando prodotti locali, cerchiamo di inquinare sempre meno e diffondiamo l'importanza di queste cose.
Enrico Marra

Anonimo ha detto...

What's up, the whole thing is going nicely here and ofcourse every one is sharing data, that's really
excellent, keep up writing.

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