martedì 13 febbraio 2007

IL ritorno dei morti viventi

Dopo che tutti hanno riconosciuto che l'Opa di Colaninno fu un grave errore, il Governo nomina presidente di Alitalia uno dei colpevoli dell'errore.
I morti viventi: per esempio, uno che è sempre in sella (soprattutto quando c'è odore di vendita di aziende per miliardi di euro, di un giro finanziario fatto di commissioni, advisor, banche, Consob, fondi di investimento, giochi finanziari puliti o perlomeno oscuri) è Berardino Libonati, che il governo Prodi ha voluto nominare presidente e garante di Alitalia, di cui ancora controlla la maggioranza, nella fase più delicata della sua privatizzazione e ristrutturazione.
Libonati è uno specialista di queste cose: lo ha dimostrato da grande avvocato di affari quale è, quando fece il presidente-consulente-avvocato di Telecom Italia quando Colaninno la scalò con la famosa Opa, in cui (ormai è acclarato) non ci mise una lira e ne uscì pieno di soldi e lasciando Telecom carica di debiti.
Ora tutti riconoscono che quell'Opa fu un grave errore, che fu all'origine di molti dei mali finanziari e organizzativi di Telecom, che è una macchia sul conto del centrosinistra: lo stesso D'Alema, il premier che allora la permise e sponsorizzò, ha ammesso qualche errore e se ne è lavato le mani.
I magistrati stanno indagando su Consorte, già patron delle Coop, che sull'Opa Telecom ci fece 50 milioni di euro di guadagno in consulenze, una parte delle quali potrebbe essere andata al maggior partito della sinistra al governo allora.
Berardino Libonati allora c'era: fu un protagonista di primo piano, il "notaio" dell'operazione. E ora il Governo cosa fa?. Lo mette a capo di un'altra grande privatizzazione, quella di Alitalia.
I meno contenti saranno i lavoratori Alitalia: Libonati fu l'uomo che chiuse

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non si poteva aspettare null'altro da questo manipolo di faccendieri mascherati di false ideologie e venditori di promesse.

Giuseppe C.

Complimenti staff

Anonimo ha detto...

Cosa ci si poteva aspettare????Non ho mai creduto che questa "sinistra" fosse migliore del Berlusca nano......Ognuno fa i suoi interessi,e c'è lo fanno pure sotto il naso....tanto siamo un popolo di rincoglioniti....
ster minator

Anonimo ha detto...

Avevo scritto un paio di settimane fà...

ALITALIA:Pacco, Doppio Pacco e Contropaccotto

(Il Pacco) Che Alitalia sia un’azienda sull’orlo del fallimento è cosa assai nota, almeno da quando il “mercante” bolognese ha dichiarato sommessamente che l’azienda potrebbe chiudere da un minuto all’altro (il tutto in prossimità di una dismissione pubblica).
Quanto a cessione di aziende pubbliche Prodi è un campione, non voglio annoiarvi ricordandovi la storia allegra del Professore ma, rimane inquietante notare come a distanza di oltre 15 anni gli attori permangono gli stessi (come vedremo fra non molto)!
La crisi aziendale ha ovviamente una serie di concause, fra cui le principali sono: i lavoratori e il management. I primi sono rappresentati da una selva di oltre 10 sigle sindacali che, rendendo l’azienda spesso ingovernabile, impedisce le normali ristrutturazioni di cui Alitalia avrebbe bisogno. Poi, il management venuto da Marte! Questa sottospecie rara di incompetenti, pagati a peso d’oro, ha inanellato una rarissima serie di scelleratezze. Provate ad immagine di sedervi una sera al tavolo verde in un casinò, puntate sempre sul rosso in modo che per la legge dei grandi numeri in una notte avrete pareggiato (più o meno) vittorie e sconfitte. Poi immaginate di far entrare nello stesso casinò Cimoli&co lasciandoli puntare ovunque vogliano, ecco questi signori usciranno dal casinò senza aver vinto nemmeno una volta ma, felici e contenti, tanto i soldi puntati sono i vostri!!
Alla fine degli anni 90 entrano in scena le compagnie aeree lowcost, caratterizzate nell’operare tratte medio-brevi a prezzi decisamente competitivi. La stragrande maggioranza delle compagnie “tradizionali” per tutta risposta inizia un processo di aggregazione che ha come fine quello di aumentare le tratte, soprattutto quelle a lungo raggio soggette ad alta redditività (vedi operazione AirFrance-KLM).
E Alitalia?No, Alitalia con i suoi marziani decide diversamente, non ristruttura l’azienda, non incrementa le tratte a maggiore redditività, non studia nemmeno un piano di fusione con qualche azienda leader che le consenta una sopravvivenza dignitosa.
(Il doppiopacco) Il governo decide dunque che non c’è più spazio per l’azienda, Alitalia deve poter competere sul mercato con le sole forze di cui dispone: nessuna! La dismissione o svendita (tanto sono la stessa cosa) determina di fatto la sfiducia al management che non solo a dimettersi non ci pensa, quanto riceve ripetutamente attestati di stima dal presidente del consiglio Prodi. D’altronde il modo migliore per tappare la bocca ad uno scomodo testimone e quella di riempirgliela di banconote.
Parte cosi l’offerta d’acquisto. Il primo a manifestare interesse è un finanziere noto alle cronache per le sue scarse capacità imprenditoriali, Paolo Alazraki.
Servirà solo a gettare un po’ di fumo negli occhi. I veri pezzi da 90 sono in realtà De Benedetti (gr. L’espresso),un Re Mida all’inverso, e il “banchiere di sinistra” Profumo. Ecco chi ci tirerà il secondo pacco!
L’ing. D’Ivrea, sulla cresta dell’onda da oltre 20anni, ha incrociato più volte i destini del Prof. Prodi: dal tentativo fallito di farsi regalare la SME all’acquisizione per una manciata di monete dell’operatore mobile Omnitel, alla splendida parabola fallimentare della Olivetti. Ma la cosa più inquietante di questo individuo è che egli rappresenta Carlyle Italia (il più grande fondo di investimenti nel settore militare al mondo)!
L’altro, Profumo (…dei soldi), è uno che sa come far moneta e soprattutto a scapito di chi: “Alle banche non spetta il compito dello sviluppo del Paese. Il nostro dovere è quello di creare valore per gli azionisti”. Amen.
(Il Contropaccotto) Ma dietro questi due “capitani coraggiosi” (mi piace citare Bersani!) si nasconde il vero progetto che stà alla base dello sfacelo che ha investito la nostra compagnia di bandiera, AIRFRANCE e LUFTHANSA.
Ebbene si, siamo ritornati al tempo delle Signorie, quando l’Italia era teatro di scorribande straniere.
I Francesi e i Tedeschi probabilmente trasformeranno, dopo che i “capitani coraggiosi” avranno venduto tutto il vendibile (immobili, terreni, etc..etc), la nostra Alitalia in una compagnia simil lowcost che non sia più in grado di competere sulle tratte medio-lunghe (ad alta redditività). Perciò non gioite affatto della cessione di Alitalia, perché questa si tramuterà in una perdita non solo di credibilità per il Paese, ma anche di posti di lavoro in tutto l’indotto, ben più dei 20.000 dipendenti Alitalia.
Quando qualcuno vince in un casinò, molti altri hanno già perso. Quei molti siamo noi…

Cordialmente,
Davide

PS I miei più sinceri complimenti