lunedì 19 febbraio 2007

Le strategie del signor Rossi

Uno dei più forti e attuali grattacapi del presidente di Telecom è come cercare di neutralizzare l'annunciata presenza di Beppe Grillo all'assemblea del gruppo.
C'è tempo fino ad aprile per pensarci e inventrarsi qualche strategia di neutralizzazione o contenimento ma certamente lo sbarco in forze di Beppe Grillo con i suoi fans nell'auditorium Telecom Italia di Rozzano per l'assemblea della stessa Telecom, è uno dei pensieri che tolgono il sonno al presidente, il professor Guido Rossi. Come spesso accade in Telecom, probabilmente Rossi insedierà una task force per studiare cosa fare: ne farà parte Toni Concina, l'uomo delle pubbliche relazioni di Rossi, che somma a una pensione d'oro di Telecom (dove aveva già lavorato fino all'età pensionabile) l'emolumento di dirigente Telecom; ci sarà poi l'ex maggiore dei carabinieri Damiano Toselli, già capo della security delle FS e oggi al posto che fu di Tavaroli alla guida dei guardiani Telecom; e ancora il capo del legale Guglielmo Bove (fratello del capo della security Telecom purtroppo suicidatosi) e infine Franco Brescia, assistente personale di Rossi. Cosa si potrà inventare la task force per l'assemblea è difficile dirlo ma la preoccupazione è forte nei vertici, dopo l'acquisto da parte di Grillo di un'intera pagina del quotidiano "La Repubblica" per chiedere la cacciata di Buora e Tronchetti; e ormai Grillo è un personaggio anche per la stampa economico-finanziaria americana. Una volta le assemblee Sip, ai tempi dell'Iri, erano disturbate solo da qualche sindacalista autonomo che prendeva la parola per criticare la durezza nei confronti del personale (rose e fiori se paragonate con l'oggi) e professionisti dell'intervento polemico ma documentato come Marco Bava, già telefonista notturnista Sip ed esperto di bilanci. Poi ci fu lo spettacolo dello scontro Agnes-Grillo, poco prima della privatizzazione, nell'auditorium Seat di Via Bertola a Torino, oggi venduto alla provincia e un breve match Tronchetti-Di Pietro, oggi irripetibile visti gli incarichi istituzionali di Di Pietro. Grillo oggi è considerato un'autentica mina vagante: la sua popolarità testimoniata dal seguito del blog, il tutto esaurito agli spettacoli in una tournè lunghissima, ne fanno un protagonista della vita sociale e politica di primo piano. Basterà blindare Rozzano e alzare la voce in assemblea da parte di Rossi per fermare Grillo e i suoi seguaci?. Ci saranno contatti diplomatici prima dell'assemblea, quei contatti sempre evitati da Tronchetti, che, oggi, è accusato da Grillo di averlo fatto spiare, pedinare e perfino ascoltare al telefono?. A consolare Rossi, da sempre teorico della public company e della democrazia economica di tipo anglosassone dovrebbe essere il fatto che negli Usa le assemblee delle grandi corporations sono così: un vero rodeo fatto di sindacalisti, rappresentanti delle comunità locali, e poi Ralph Nader, avvocati e clienti incazzosi e incazzati.

Per cui niente paura Rossi: hai voluto la democrazia?.......E adesso pedala.

2 commenti:

Roland ha detto...

Grillo infastidisce pechè svela una parte delle nefandezze di questa associazione a delinquere.

Ciao

bicchio ha detto...

tico roland