lunedì 12 febbraio 2007

Morire per un brevetto

La prossima settimana, la Corte Suprema dell'India dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dal gigante farmaceutico Novartis contro un comma della legge di brevetti di questo paese secondo il quale gli organi amministrativi hanno il compito di decidere se un farmaco sia nuovo, utile e innovativo, per assegnargli la protezione della proprietà intellettuale. La multinazionale ha presentato questo ricorso dopo la mancata assegnazione di brevetto a uno dei suoi farmaci più apprezzati, il Glivec, motivata dal fatto che esso non rappresenta una novità.
Questo medicinale fu approvato nel 2001 negli Stati Uniti ed è una delle maggiori novità degli ultimi anni. Novartis ritiene che questo comma della legge violi gli accordi sui brevetti che l'India, nel 2005, si impegnò a rispettare, quando accettò di conformarsi alle norme dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Organizzazioni come Intermon Oxfam o Medici Senza Frontiere temono che se Novartis dovesse vincere la causa, ciò costituirebbe un precedente per altri prodotti che, attualmente, l'India esporta come farmaci generici nei paesi poveri grazie al fatto che non era costretta a rispettare le norme sui brevetti dell'Omc.
Ci troviamo, dunque, di fronte a due problemi diversi. Da un lato, il processo sul Glivec e, dall'altro, le sue possibili conseguenze. È legittima la preoccupazione delle organizzazioni non governative, i cui programmi dipendono dalla possibilità di continuare a comprare copie economiche di farmaci protetti da licenza, tra cui alcuni antiretrovirali per la cura dell'Aids. Nel mondo, però, convivono due logiche che sono arrivate a scontrarsi in un paese che vive a cavallo tra ricchezza e povertà: una è quella che concede alle imprese il diritto di sfruttare le proprie innovazioni; l'altra è quella di chi reclama per i meno fortunati il diritto di trarre beneficio dai progressi terapeutici.
In quanto potenza emergente, ci si aspetta che l'India rispetti le norme sancite dall'Omc, dal momento che la sua fiorente industria di farmaci generici trarrebbe beneficio da questa logica. Ma non è eticamente tollerabile che tanti malati continuano a morire perchè non hanno accesso, non a novità terapeutiche, ma alle cure elementari. La soluzione non arriverà né dal mercato né dalla politica di restrizione delle licenze, nel caso di uno stato di necessità. E sarà necessaria la
collaborazione di tutti, comprese le industrie farmaceutiche. In fin dei conti, esse fanno del bene perchè servono alla salute, ma nel farlo traggono anche notevoli profitti.

Come risolvereste il problema?.
Ritenete giusto che una azienda farmaceutica decida della salute di milioni di cittadini?.
Quali sono i guadagni di questi "sciacalli della salute", nei paesi come India e Africa?.
(da: El País)

5 commenti:

Roland ha detto...

Qualsiasi casa farmaceutica protegge i suoi prodotti, nessuna esclusa, analizzate anche le altre corporation, glaxo, etc.
Sono dei maledetti macellai

Anonimo ha detto...

ennesima prova del complotto globale contro l'umanità

IN CHE MODO CI ELIMINERANNO?

Abbiamo varie ipotesi,

- la prima è la terza guerra mondiale, quella già in corso, organizzata e preparata più di un secolo fa dalla setta degli ingneri scientisti e dai loro agenti (Mazzini, Marx e Pike). Un conflitto atomico con ordigni che colpiranno tutte le principali megalopoli

- la seconda nel caso fossero già pronti fra 3-4 anni soldati robot, una guerra tra eserciti di robot e di umani con miliardi di morti

- la terza un virus di cui i nemici dell’umanità hanno il vaccino e che quindi colpirebbe i poveri

- radiazioni, in questo caso i nemici dell’umanità evacuerebbero la terra per 10-20 anni e poi ritornerebbero in un secondo tempo, o chissà forse mai più ( il progetto vita su Marte)

- abbandonati senza acqua, cibo, medicine ed energia in regioni desertiche

La prova di quel che dico?

20 mila persone al giorno vengono eliminate per mancanza di acqua ed energia quando col Motore e la Serpentina di Schietti potrebbe essere data a tutti acqua ed energia gratis.

Paola D

Spartacusgladiator ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea ha detto...

Bisogna trovare un compromesso tra le esigenze economiche delle major farmaceutiche (in parte necessarie per finanziare nuove ricerche) e il bisogno di salute di queste popolazioni.Ad esempio l'India, grande potenza emergente dovrebbe contrattare un prezzo politico a cui comprare i farmaci necessari alle esigenze primarie di salute dei suoi milioni e milioni di cittadini in cambio della concessione del brevetto.

Mauro ha detto...

Ciao Staff

Le case farmaceutiche sperano in una epidemia mondiale; le onoranze funebri sperano in una catastrofe; i petrolieri sperano che si ritorni alle lampade a petrolio.

ATTENTI AI FARMACI LO DICO DA SEMPRE.