giovedì 15 febbraio 2007

Rutelli e la sua faccia di bronzo.

Pochi giorni fa l'associazione di difesa dei consumatori Altroconsumo ha presentato migliaia di firme, raccolte in pochi giorni con una petizione, dopo la sentenza della Cassazione n. 149/2007, in cui, due ragazzi che avevano scaricato e condiviso in rete file musicali, film e software coperti da copyright, sulla base della legislazione vigente prima della Urbani, li assolveva per lo scambio on line di musica per uso privato. Come già fatto notare nel post "Le Sentenze e la Disinformazione", a questa notizia è stata data in rete e sulla stampa una lettura scorretta, poiché la sentenza si riferisce a un caso del 1999 e quindi si basa sulla legge in vigore allora. Oggi purtroppo, da quando è in vigore il famigerato Decreto Urbani, le cose stanno in maniera molto diversa:
attualmente il semplice downloader (chi si limita a scaricare dalla rete file protetti da diritto d'autore) rischia sanzioni esclusivamente amministrative. Ma, com'è noto, è alquanto improbabile, per come sono strutturati la maggior parte dei sistemi peer-to-peer che un downloader non sia nella pratica anche uploader (chi immette in Rete file);
il soggetto che, invece, senza una contropartita economica, condivide o comunque utilizza (anche solo come downloader) una piattaforma peer-to-peer (che prevede la messa in condivisione automatica di quanto scaricato), rischia già la sanzione penale, una multa da 51 a 2.065 euro;
chi, infine, condivide a fini di lucro rischia la reclusione da uno a quattro anni, nonché una multa anche oltre i 15.000 euro.

Altroconsumo e chi ha sottoscritto la petizione, chiedeva di distingure, finalmente, tra criminali e chi fa del filesharing solo per condividere musica in privato e di modificare la legge Urbani in questo senso. Favorevole è stato anche il parere del Presidente della Commissione Cultura della Camera Pietro Folena, che ci ha scritto chiedendo di incontrare Altroconsumo. Le firme sono state presentate al vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro dei Beni Culturali, successore di Urbani, Francesco Rutelli. Ritenete la richiesta frutto di squilibrio mentale, oppure vi sono le basi per una discussione e un "aggiustamento" ad una legge ideata per le lobby?.
La risposta di Rutelli è stato l'annuncio in parlamento dell'istituzione di un comitato antipirateria, formato da rappresentanti delle lobby dei discografici, con la lotta al P2P al centro dei suoi compiti.

Complimenti Rutelli, lei nel nuovo partito "ForzaDsMargherita", unitari in tutto, avrà sicuramente un ruolo di spicco, altrimenti a che le serve quella faccia di "bronzo" che si ritrova?.
PS: Stefania Craxi, racconta ancora quando il giovane Rutelli, faceva anche 4 ore di anticamera per poter parlare con Bettino!!!. Ovvio, da tale "mentore" , tali insegnamenti!.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che c'è una bella differenza
tra che usa il p2p invece chi ha un
guadagno economica....invece col
decreto urbani cambiano una sola parola da lucro a profitto hanno messo sullo stesso piano due cose
completamente diverse...inoltre il
danno è saltanto di noi giovani che non abbiamo un lavoro e prospettive
nere per il futuro...in parlamento siedono ormani la banda bassotti non rappresentano piu la società civile è in particolari i giovani..
dobbiamo unirci i veri brigatisti siedono in poltrona. A norma di legge stanno rovinando un intera generazione.

roob ha detto...

caro staff, come sempre post azzeccati e di vera informazione; personalmente passo un periodo di "menefreghismo", cioè navigo molto meno per queste questioni politiche più che altro perchè è tutto un magna-magna e pian pian che si scoprono le magagne non so se prevale la rassegnazione o la rabbia distruttiva.
Poi tra le tante cose oscure che ci sono, quella del p2p è un'altra cosa "no-sense", perchè demonizzare un'architettura di rete(in informatica il p2p è una tipologia d'architettura), ancora una volta per salvaguardare gli interessi degli imperi privati economici significa, anche se non in grande misura, bloccare la tecnologia....è tutto uno schifo, ma non so se i più se n'acorgono, altrimenti qualcosa si sarebbe mosso, no?
Ancora una cosa: ma i politici o persone con una certa "credibilità" pensano davvero che il popolino si beva le loro menzogne? non pensano che a volte noi ne sappiamo più di loro?
secondo me Rutelli o Urbani neanche sanno come funziona una rete p2p...ma a loro che interessa?
P.S.:
c'è una petizione per legalizzare la canapa indiana se lo staff condivide....
http://www.petitiononline.com/12121233/petition.html

roob ha detto...

oops non per legalizzare la droga, ma la coltivazione della pianta