giovedì 8 marzo 2007

Telecom e La 7

Mancanza di un progetto industriale credibile, penalizzazione delle risorse interne-giornalistiche e tecniche, a esclusivo vantaggio di fornitori, produttori esterni e consulenti, imponenti investimenti finiti sul binario morto, per tutti le centinaia di milioni di euro investite sul digitale terrestre, con il canale dtt sportivo gratuito avviato alla chiusura per decisione aziendale. Questa è oggi, al di là di rari programmi di “successo” a basso share e costi alti, tutti acquistati sul mercato, La7 , la tv del gruppo Telecom, parte integrante di Telecom Italia Media, società quotata in borsa, che, per quanto ci si sforzi di disegnare fumosi e futuribili scenari di media company ha scelto consapevolmente una linea editoriale rivelatasi negli anni rinunciataria. I giornalisti di La7 denunciano la gravità della situazione in cui versa l'emittente concessionaria di frequenze pubbliche dello Stato che doveva rappresentare il terzo polo tv: una voce essenziale per il pluralismo dell'informazione del nostro paese che così è invece messa a rischio. Il processo di svuotamento delle potenzialità industriali dell'emittente avviato fin dal 2001 con la progressiva esternalizzazione delle funzioni basilari, (strutture di ripresa, edizione, regia e diretta appaltate a società esterne, Euroscena in particolare) ha impoverito il patrimonio di professionalità interne e sviluppato al massimo grado la precarizzazione del personale tecnico-amministrativo. Oggi le produzioni maggiori (“Markette”, “Le Invasioni Barbariche”, “Crozza Italia”, ma anche il settimanale di attualità e inchieste condotto da D'Amico, il settimanale di politica “R come retroscena” di Verderami e “Tetris“ di Telese ) sono tutti format acquistati da Magnolia, Endemol, Wilder ecc. realizzati dalla Cinevideo di Milano presso la quale si intende addirittura trasferire la stessa struttura di messa in onda del segnale, oggi a Roma. L'informazione della redazione di La7, quella che racconta la realtà al di là delle chiacchiere in studio, quella delle dirette che doppiano l'ascolto medio di rete (5,33% speciale Vicenza 17 febb; 4,94 % speciale voto fiducia 27 febb.) dei reportage e degli speciali che avevano contribuito a dare visibilità, identità e credibilità all'emittente, è stata drasticamente ridimensionata e collocata in orari penalizzanti, a esclusivo vantaggio di costosi prodotti informativi realizzati esternamente e tutelati, nonostante i risultati d'ascolto negativi, con collocazioni d'orario premianti in termini di share. Un processo di marginalizzazione condiviso anche dalle direzioni giornalistiche avvicendatisi dal 2001 (Giulio Giustiniani - dir. editoriale e dir. News dal nov. 2001 al giugno 2006; Aldo Biscardi - dir. Sport dal gennaio 2005 a maggio 2006; Darwin Pastorin dir. Sport da Maggio 2006; Antonello Piroso dir. News da giugno 2006)
La redazione sportiva
All'inizio del 2004 la cancellazione dei tg sportivi quotidiani portò i giornalisti ad uno scontro durissimo con azienda e l'allora direzione unica. La serrata aziendale per impedire 2 giornate di astensione audio video fu denunciata dalla “Fnsi” e dall' ”Associazione Stampa Romana” con un ricorso presso il tribunale di Roma ex art. 28.Il giudice ha riconosciuto nel primo e secondo grado di giudizio le ragioni del sindacato condannando conseguentemente La7 per comportamento antisindacale e sancendo con una sentenza fondamentale per il giornalismo radiotelevisivo, il diritto alla forma di sciopero audio/video.
Un anno dopo nel gennaio 2005, dopo il fallito tentativo di appaltare a un'azienda esterna -la Frenter- l'intera programmazione del Dtt a pagamento, Aldo Biscardi viene promosso a direttore della nuova testata sportiva. Nell'autunno dello stesso anno arriva la “deportazione” dell'informazione sportiva sul canale Dtt free. Un'esperienza, caratterizzata da investimenti e relativi ascolti risibili, destinata oggi per decisione aziendale alla prossima chiusura.
La redazione news
Dopo lo smantellamento progressivo della vocazione all news (dirette e speciali sui principali eventi del momento) Il vicedirettore per le news Fotia viene chiamato a dirigere il nuovo canale Dtt free “news” in realtà mai nato. Nello stesso mese di Luglio 2005 Antonello Piroso si affianca a Giustiniani come vicedirettore. A settembre 2005 parte il nuovo tg delle 20,00: “piu' opinioni e meno fatti”, ospite fisso in studio, impaginazione virata al talk show, chiave interpretativa che in tutti i settori privilegia il registro società/costume/gossip. Con la maggior parte delle risorse concentrate sull'edizione di prima serata condotta dal lunedi al venerdi, dal vicedirettore Piroso, la prima e l'ultima edizione vengono confezionate con il minor sforzo produttivo possibile. Senza un budget definito le risorse destinate alla produzione quotidiana del tg calano, dirette e speciali si riducono. A marzo 2006 l'organico redazionale viene riorganizzato con una logica di ristrutturazione che cancella interi servizi, ruoli, mansioni e qualifiche. A giugno 2006 Piroso sostituisce Giustiniani che assume l'incarico di direttore per lo sviluppo editoriale di Ti Media. A settembre 2006 viene cancellato il settimanale di approfondimento della redazione “Effetto Reale”. E' cresciuto invece il ricorso a produzioni giornalistiche esterne: “In breve”, “Tetris”, l'imminente nuovo settimanale di attualità condotto da Ilaria D'Amico quello di politica di Veredrami.
Il caso Catania
Venerdi 2 febbraio 2007 a catania la7 ricopriva il ruolo di "host broadcaster" ovvero produceva (in proprio per il digitale terrestre ) l'evento tv che veniva fornito, in base ad accordi prestabiliti, a tutte le altre emittenti.
Le "forze in campo" nello stadio comprendevano: 12 telecamere; il circuito per la diretta con collegamento satellitare e la possibilita' di trasmettere live anche fuori dallo stadio; un inviato telecronista, un inviato "bordocampo", due commentatori ospiti ( Pizzul e Rambaudi ) un collega inviato della redazione news fuori servizio subito messosi a disposizione per un eventuale collegamento (volendo anche telefonico) dall'ospedale di Catania: in sostanza il massimo delle disponibilita' tecniche di la7 che rendevano possibile ogni forma di produzione. La notizia della tragica morte di Filippo Raciti è arrivata intorno alle 21,40: uno dei colleghi a Catania ha immediatamente chiamato la redazione news a Roma chiedendo indicazioni su cosa si intendesse fare. Il direttore Piroso presente in sede è stato immediatamente informato della notizia.
il vicedirettore responsabile dell'edizione ha comunicato ai collegi di Catania e all'ufficio centrale di Roma l'intenzione di non effettuare diretta e/o straordinaria e di coprire la notizia con due servizi nel tg della notte andata in onda alle 01,03.
Come confermato nell'incontro del cdr con l'a.d. Campo Dall'Orto, le direzioni news e sport non hanno contattato i responsabili della programmazione di rete per concordare eventuali iniziative sull'evento.
Catania è la prova concreta di une vera e propria scelta rinunciataria: La 7, contro ogni logica industriale e d'impresa, ha deciso di disinvestire sulle risorse interne, a cominciare da quelle dell'informazione autoprodotta, e preferisce essere comoda riserva di caccia per società di produzione note o in cerca di gloria, occasione ghiotta per fornitori di servizi e superconsulenti.
Uno scenario allarmante che i giornalisti da mesi denunciano con forza chiedendo ai vertici aziendali un cambio di rotta attraverso il rilancio dell'informazione e il chiarimento di rapporti tra rete, fornitori e consulenti .

4 commenti:

Giuseppe ha detto...

Siamo alle solite, libera informazione inesistente in Italia.
E come sempre tocca leggere il vostro blog per saperle.

Ciao staff

dan ha detto...

In due parole:

ai tempi di Berlusconi, La7 era stata messa a tacere in cambio della cessione delle cartolarizzazioni di Stato a Pirelli Real Estate (leggi Tronchetti).
Per la serie: ti dò le cartolarizzazioni del mattone, ma tu non mi rompi le scatole nell'etere.

Dopo le note vicende Telecom, LA7 è allo sbando come la sua capofila.
Niente strategia, nessun progetto: si vive alla giornata sovrafatturando i formati e spartendosi le mazzette.

A proposito di formati: possibile che nessuno si sia chiesto come mai si paga Endemol per aver un banalissimo quiz che si potrebbe fare in casa ?

"Formattopoli" potrebbe essere il titolo di un bel post del Grillone nazionale.

Anonimo ha detto...

Ultime notizie Mediaset compra La7......in nome del pluralismo
e della salvaguardia dei posti lavoro.

hahahaha.


vi sembra un paese normale il nostro!!! ma come facciamo ad avere
tanta pazienza.

Anonimo ha detto...

comunque la notizia è solo una burla...ma non impossibile in un paese come il nostro.